11 novembre 2014

SESSO QUESTO SORPRENDENTE SCONOSCIUTO




di Iva Testa 

Incredibile, ma secondo una ricerca inglese The Eve Apple le ragazze under 26, mediamente,  non conoscono loro vagina, e, di conseguenza, ignorano la propria  sessualità.

Dopo la spinta propulsiva del femminismo negli anni 60 70, c'é una profonda arretratezza culturale nelle giovanissime. Infatti, Secondo una ricerca dell'AIED (l'associazione italiana per l'educazione demografica),le scuole non forniscono i giusti insegnamenti in tema di sessualità e di procreazione e le famiglie, viziate dai tabù cattolici, non sono in grado di avviare le figlie verso una consapevolezza del loro corpo.

Così succede che il 42 per cento sotto i 25 anni non usa alcun contraccettivo e addirittura pensa che i lavaggi con la Coca Cola siano degli ottimi spermicidi.
La maggioranza é convinta di provare dolore durante il primo rapporto e questo provoca un diffuso vaginismo. Sono inoltre convinte che il coito interrotto sia un contraccettivo e chiedono al partner questo tipo di prestazione.




Secondo l'Istituto di sociologia clinica i giovanissimi pensano che la dimensione del proprio membro sia la cosa più importante, mentre le ragazze non sanno riconoscere il loro orgasmo, vaginale o clitorideo.

E' davvero grave che nell'epoca moderna, con i diffusissimi mezzi d'informazione, ci sia una tale ignoranza nelle adolescenti e nelle giovanissime. La  scuola dovrebbe fornire tutte le informazioni necessarie per una sana crescita che consenta un approccio alla sessualità normale e ludico, come dovrebbe essere.

Durante il femminismo le donne hanno imparato a conoscersi e gestire con maturità il proprio corpo. Probabilmente non c'é stata una buona trasmissione di notizie utili alla nuova generazione.

Un limite evidente del femminismo, del quale ci rammarichiamo, alla luce di questi dati.

Certo é che bisogna porre dei rimedi a questi ritardi e questo lo possono fare soltanto le scuole, visto che sono scomparsi i gruppi di associazione di donne come negli anni 70.



Per quanto riguarda le famiglie le responsabilità sono ancora più gravi, visto che gli/le adolescenti hanno bisogno di tutti gli strumenti che li mettano in grado di crescere con consapevolezza, per essere in grado di scegliere un partner e avere dei rapporti sessuali protetti con dei contraccettivi efficaci che non alterino il piacere dell'accoppiamento. 

Noi speriamo che questi dati sconfortanti possano presto inverire  rotta e ci auguriamo che le giovani donne ritrovino il piacere di riunirsi e di crescere insieme come hanno fatto le loro madri.

04 ottobre 2014

DONNE, MATERNITA' E LAVORO ..... QUANDO C'E'



di Iva Testa

In un interessante articolo sull'ANSA si parla di donne, maternità e lavoro.

le donne che lavorano sono penalizzate dalla maternità. soprattutto per quello che riguarda la carriera.
i figli costringono le madri a lunghi periodi in casa e, comunque, a minor tempo a disposizione per lavorare.
a nulla valgono i servizi a disposizione: asili nido, baby sitter. Le madri devono dedicare tempo reale alla crescita dei figli. Negli ultimi anni é notevolmente aumentata la denatalità e le donne partoriscono il primo figlio sempre più tardi, spesso sulla soglia dei 40 anni. Il perché é facilmente spiegabile.

Le donne prima entrano nel mercato del lavoro e poi pensano alla maternità. Le professioni sono le stesse degli uomini, ma per questi ultimi la paternità non comporta gli stessi oneri della maternità. il padre , per fisionomia storica, saluta i figli, esce per lavorare, rientra per cena e a stento si occupa di mettere a letto la prole. Sono le donne che si dividono tra casa e lavoro. 




Nell'articolo si intervista una giovane madre lavoratrice che, rientrata in servizio, é stata sottoposta a mobbing.
già, perché, essere madre, in un ambiente di lavoro, significa avere una menomazione.

Ecco allora che appare sempre più evidente che l'emancipazione femminile comporta il rischio di rinunciare alla maternità. Le donne ne sono consapevoli e rischiano di mettere un punto definitivo al loro ruolo naturale:essere madri.

Noi pensiamo che il lavoro sia una conquista importantissima per le donne di questa epoca. Le fa vivere a contatto con il mondo reale, che é collocato fuori delle mura domestiche. Pensiamo anche che gli uomini dovrebbero farsi carico dei figli, accompagnandoli nella crescita dedicando loro tempo.

i piccoli di oggi, oltre la scuola, hanno mille attività: ginnastica,inglese,nuoto, calcio, danza, alle quali vanno accompagnati, e questo é tempo reale, anche gli uomini potrebbero assentarsi dal lavoro, anche per loro esiste il part time, ma ancora oggi queste sono parole prive di riscontri.

I padri latitano con coscienza, incuranti delle loro responsabilità e i figli rallentano, inesorabilmente, le ambizioni
di carriera delle donne. punite due volte:in casa e all'esterno. 




30 settembre 2014

CIMITERO MEDITERRANEO: 40 MILA MORTI IN DIECI ANNI.




di Iva Testa 

Sono state diffuse la cifre sui morti per immigrazione nel Mediterraneo: 40mila negli ultimi 10 anni. 3073 solo nel 2014. Sono le vittime degli sbarchi. Gente stipata nei barconi che muore per assideramento, annegamento, mancanza di viveri. Una tragedia immane che non può lasciarci indifferenti.

A nulla valgono le politiche di accoglienza. Queste persone partono con degli scafisti illegali
che li trasportano come bestie. Lasciano paesi poveri, in guerra, portano dietro bambini... Sperano di raggiungere la terra promessa, una terra di pace e di lavoro.

Quelli che resistono si trovano però nella stragrande maggioranza dei casi, alle prese con l'accattonaggio o qualche rara occupazione clandestina... 

Ma la vera tragedia avviene in mare. Lì sono senza acqua, senza cibo, al freddo..pigiati come maiali. Non possono neanche fare i loro bisogni perché vengono malmenati. Danno fondo a tutti i loro risparmi per quel viaggio della morte.




La tragedia dell'immigrazione é una piaga mondiale, davanti alla quale bisogna trovare soluzioni, possibili e praticabili.

Vivere nel mondo globale non può significare accettare questi scempi. Sono frutto del cinismo profondo che attraversa il pianeta.  il Papa ammonisce: "Bisogna avere il coraggio di sviluppare un ordine economico-finanziario più giusto ed equo" . Parole giuste., ma chi le ascolta?  

28 settembre 2014

AMORI E RANCORI FORTI





di Iva Testa

Sul nostro blog abbiamo già parlato dell'AD della FIAT, Sergio Marchionne. IL suo pugno duro non ci era piaciuto, però gli va riconosciuto talento e abilità nel risollevare le sorti della più grande industria italiana.

Marchionne ha delocalizzato la produzione delle automobili, ha compiuto un'importante fusione con il colosso americano Crysler, ha restituito lavoro agli operai delle fabbriche FIAT in Italia, sta quotando il titolo in borsa.Il tutto marciando con passo rapido, incurante delle proteste sindacali.

Renzi é andato a trovarlo a Detroit.

Marchionne é un grande sostenitore del Presidente del Consiglio, soprattutto per l'annunciata riforma del lavoro, che scarica in un sol colpo l'articolo 18. Anche Renzi, come Marchionne, va avanti senza tentennamenti, incurante dei dissidi sindacali. I due si somigliano?



Certamente si nel talento, nella capacità di scelte strategiche vincenti, che possono apparire anche impopolari. Poi sono simpatici.

Marchionne, snob e di poche parole ma graffianti, Renzi, comunicativo e affabulatore. Non ci aspettavamo questo idillio, ma certamente va salutato con piacere. Per Renzi avere il sostegno di un uomo come Marchionne non é poca cosa. Significa avere dalla sua un importante pezzo dei poteri forti, che non fanno male al giovane Presidente del Consiglio.

Renzi, come l'AD FIAT, ha coraggio anche nella sua strategia politica, che si scontra con altri pezzi di poteri forti. Ma siamo certe che Renzi riuscirà a vincere la sua battaglia. Ha dalla sua il consenso popolare e non é poca cosa. Anche il patto del Nazareno é stata una scelta giusta e lungimirante,
Era l'unico sistema per avviare il paese verso l'attesa riforma elettorale.

Marchionne gli ha fatto gli auguri e, vista la provenienza, non possono essere che molto graditi. Diego Della Valle, estimatore di Renzi finchè il ragazzo non ha dato segni di autonomia di pensiero, ha invece commentato livido l'incontro e ha usato la mezzora de La7 solo e soltanto per denigrarlo, dimostrando non solo poca classe, ma un'ira furente.

Ma a proposito de La7, i suoi spazi editoriali sono a pagamento? 



25 settembre 2014

TOLLERANZA ZERO PER I “LUPI” PEDOFILI NELLA CHIESA. PAPA FRANCESCO: LANCIA UN MONITO: COLPIRE IL MALE CHE E’ IN NOI.





di Grazia Gaspari


In Vaticano anche il carcere fa parte del patrimonio artistico locale: elegante, antico, ristrutturato come si deve.  Ma l'ex nunzio Jozef Wesolowski da ieri recluso nei locali del Collegio dei Penitenzieri, nel Palazzo del tribunale vaticano, non l’apprezza. Il nome nella polvere, le mostrine e l’abito talare strappati …. E in finale anche l’arresto. Oggi arriva anche la notizia della rimozione dalla diocesi Ciudad del Este in Paraguay di mons. Ricardo Livieres Plano, accusato di aver coperto almeno un caso di pedofilia.

L'avevano promesso e così è stato: lotta dura alla pedofilia. Prima Papa Ratzingher, poi  Papa Francesco, ma nessuno si aspettava un arresto, evento sconosciuto  tra le mura leonine E’ la prima volta, infatti, che oltre Tevere finisce in galera un altissimo prelato, dentro il  proprio Stato, con il proprio  tribunale e il tutto per espressa volontà di Papa Francesco.

Oddio, nel corso dei secoli  Santa Romana Ecclesia ha mandato molta gente in galera, al rogo, a morte, in miseria e altro ancora (pur assieme a opere meritorie). Ma MAI  la nomenclatura ecclesiastica  era andata pubblicamente  contro se stessa usando il codice penale e l’esercizio spirituale della prigione. Il gesto è un gesto forte, che richiede coraggio e certezza. Un gesto forte anche per lo stesso  Francesco, un Papa – come scrive Marco Politi – “tra i lupi” che non arretra di fronte alla sua missione di rinnovatore della Chiesa.






Ma non c’è solo fermezza e coerenza in questa nuova presa di posizione della Chiesa. 

1) Innanzitutto nessuna giustificazione al “male” maggiore e peggiore. E cosa c’è di più atroce e nauseabondo della pedofilia? Non diceva forse Gesù:"Chi scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, è molo meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e venga gettato in mare" parole durissime,  le uniche che non contemplano il perdono.

2) Dalle parole ai fatti. Tutti i grandi leader della storia, dai violenti ai pacifisti, hanno portato avanti le loro idee con estremo rigore. dal giacobino Saint Just che sosteneva che la ghigliottina non si poteva fermare perchè  “cosa avrebbe pensato della rivoluzione il popolo se avesse visto tremare  la mannaia?” E la durezza dei digiuni di Gandhi che sollevavano  intere masse?  Un leader degno di questo nome,   è di esempio, è guida e lo è nella realtà dei fatti, nella pratica, non solo nelle parole!!!

3) Terzo,  ma non ultimo:  individuare e colpire innanzitutto il male che è in noi . Dare sempre la colpa agli altri, a fattori esterni, a cause imprevedibili è un errore fondamentale. Non si avanza, si è ciechi. In noi c’è bene e male e di più,  e  se non si riconosce la natura interiore del male, non c’è tolleranza,  la fede diventa motivo di divisione, di buoni contro cattivi, i buoni essendo sempre noi ed i cattivi gli altri. No, non è così e Papa Francesco restaura in questo il credo originale della parola di Cristo che invita a guardare alla trave che è nei nostri occhi piuttosto che alla pagliuzza in quelli dei fratelli.





 

24 settembre 2014

COPIONI PREBABBRICATI

di Iva Testa





Care amiche, ritorniamo e parliamo di TV  soprattutto di 2 programmi: Dimartedì e Ballarò

>Il primo condotto da Giovanni Floris su La 7 e il secondo, sempre martedì, su RAI 3, condotto da Massimo Giannini.;">
Che dire se non che noia? Identici, vecchi, logori..Poltrone sempre uguali, ospiti pure...Domande ovvie, 
risposte generiche..

Dovrebbero essere approfondimenti, invece sono una melassa indigesta di parole in libertà.. I due conduttori non si somigliano, ma fanno le stesse cose.Fogli in mano, gobbo per guardare la telecamera e non il pubblico, quesiti banali con la presunzione di essere illuminati dall'intelligenza..

Non sono attenti alle risposte, ma enunciano una dietro l'altra domande già prestabilite.

Il risultato non é un dibattito, nè un faccia a faccia degli ospiti, ma un'alternanza indigeribile di logori discorsi ascoltati un miliardo di volte.

Si potrebbe fare di meglio?

Noi crediamo di sì, se al posto della logorrea ci fosse la capacità di capire quello che occorre ai telespettatori. 
Questi ultimi vogliono capire cosa succede nel paese, alle prese con una crisi economica senza precedenti.
Il solo modo per farlo é di porre domande concrete e dirette, attenti non all'autoreferenzialità, ma alla comprensione della realtà.

Perché non si realizza questa semplice deontologia giornalistica?

Forse perché il video corrompe anche i migliori professionisti, attenti al look più che ai contenuti.
Noi pensiamo che le due cose possano marciare insieme e speriamo ancora in una TV diversa...

27 settembre 2013

CONGRESSO PD. Ne parliamo con Toni Jop giornalista dell'Unità



 Iva Testa


Mentre Letta va al Quirinale per un chiarimento sul governo  ....  aumentano le difficoltà del  PD, difficoltà che lanciano sinistri bagliori anche sul suo stesso congresso, un congresso guardato con attenzione da tutti, in particolare dal variegato mondo della sinistra.

Ne parliamo con Toni Jop, veneziano, radici ebraiche che ha  lavorato per quasi quarant'anni  e ci lavora ancora  


Toni Jop



Toni, perché é un congresso così importante?


“Perché il PD si gioca il prossimo futuro e anche quello meno prossimo. Perché sono in gioco anime che possono spostare l'asse dell'azione politica della sinistra italiana, e definitivamente, nell'area del consociativismo e del servizio all'affare. Perché non se ne esce senza che ai circoli venga dato potere reale di scelta e di decisione.....” 


Ritorniamo indietro nel tempo. Il PCI di Berlinguer piaceva a tanti appartenenti alla sinistra. Rigore, questione morale, valori civili, rispetto istituzionale ed altri ancora, erano per quell'uomo gli ingredienti fondamentali che ci separavano dalla destra. Cosa é rimasto, nel PD di oggi, di quel patrimonio?


“Qualcosa nei gruppi dirigenti, quasi tutto nella base”


Il PD si trova al governo, per la prima volta, con il PDL di Berlusconi. Non si poteva fare altrimenti in un governo di emergenza... ma quali potrebbero essere oggi gli alleati del PD per consentirgli di avere una maggioranza in grado di governare il paese?


“Penso che il governo, a queste condizioni, non si doveva fare. sono convinto che la pacificazione tanto invocata vada raggiunta su altre basi, con l'eliminazione dalla scena politica di Berlusconi.  Con lui al tavolo, ogni scelta, ogni azione è viziata dal conflitto di interessi.  Ma non si vuole capirlo, del resto, molti dirigenti non hanno voluto capire molto tempo fa.  Non ho idea di quale sarebbe il miglior possibile alleato della sinistra.  so che il Movimento cinque stelle contiene anche una quantità di spunti non lontani dal sentire e dalla cultura della base di sinistra,  so che converrebbe lavorare seriamente su queste chances,  so che una parte della dirigenza non secondaria non vuole tutto questo. e lo si è visto. al momento non vedo altre strade”


L'Unità é sempre stato l'organo ufficiale di stampa del PCI. Quale parabola ha avuto il giornale alle prese con le numerose svolte del partito?


“L'Unità ha rischiato di diventare da giornale di partito un giornale di corrente. dopo essere approdato ad un consiglio di amministrazione fatto soprattutto di investitori.  Credo che la sua storia (sinceramente gloriosa) lo abbia salvato da questa discesa agli inferi. è sempre stato una voce "terza" rispetto al gioco della politica e del partito, anche quando era "organo".  Continuerà  ad esserlo, perché questa è la via per conservare una voce tanto fondante della sinistra”
. 

Ha senso ancora un giornale di partito o bisogna puntare ad un giornale per un pubblico democratico, includendo, in questo termine, tutte le varie anime culturali che appartengono ai cittadini progressisti del nostro paese?


“L’Unità è sempre stata - almeno da una quarantina d'anni - un imbuto in cui confluivano più culture di sinistra. conviene che questa caratteristica sia rispettata e valutata”


Come valuti  l'attuale situazione politica?


“Tanto e scomodissima”


La crisi economica comporta scelte obbligate soprattutto quelle riguardanti il lavoro.  Con Letta avremo almeno la riforma elettorale e due o tre misure urgenti per l'occupazione?


“E che ne so? me lo auguro. almeno questo” 


Uno sguardo di prospettiva. Secondo gli analisti la crisi ci accompagnerà fino al 2020. Cosa può e deve fare il PD in questo lungo periodo?


“Capirlo e darsi da fare”