07 dicembre 2006

LA BATTAGLIA DI ALESSANDRA. IL SUO DIRETTORE: "DIMETTITI, AVRAI UN CONTRATTINO". INIZI PURE LUI. NOI NON LO SEGUIREMO.

di Grazia Gaspari

Anche a noi, l'infinito.... o meglio.... l'infinita superficialità o crudeltà che ci circonda, ci schiaccia un poà.

La battaglia di Alessandra ha avuto una risposta. Leggetela, ne vale davvero la pena.

A fornirgliela, è stato il suo attuale direttore, Massimo De Luca, ex Rai, poi Mediaset, ora di nuovo Rai, che le ha proposto, quale male minore di licenziarsi!!!. Un professionista, senza dubbio. Ma anche nel salto della quaglia. Ancora. De Luca, non contento, ha proposto ad Alessandra anche una soluzione, sempre nel suo bene e non solo di quello professionale, si intende: "Poi la Rai ti verrà incontro con qualche contrattino - ha chiosato il direttore, aggiungendo - potresti seguire le corse ciclistiche del nord". Piccolo particolare: le corse di cui favella De Luca, si svolgono una volta l’anno, 15 giorni in tutto.

Visto che un direttore e' "naturalmente" dalla parte dei suoi giornalisti; considerato che il cursus honorum di De Luca brilla di mille e poi mille successi professionali; ritenuto anche che mai e mai poi mai, un direttore non farebbe il bene della sua redazione e per converso, di una delle inviate di punta della testata sportiva, potrebbe - proprio perche' la sua proposta di licenziarsi in vista di un futuro contrattino e' sincera e disinteressata - dunque, potrebbe iniziare lui. Si dimettesse pure da direttore, affiancando la de Stefano nei suoi contrattini. E nelle sue corse, naturalmente.

Caro segretario Carlo Verna, al di la' del paradosso che ti ho appena offerto, ecco un più che valido motivo per difendere una causa giusta: difendere, in ogni sede, la collega Alessandra De Stefano. E' mai possibile che il sindacato non metta in campo le energie e le intelligenze migliori, di fronte ad una questione come questa? Si parla tanto della "solitudine" dei politici che si ricordano della gente comune solo quando si vota e si cercano voti. Poi si richiudono nelle loro stanze e pensano... Ma a che pensano?...... Non emuliamo certa politica e certi politici. Diamo un segnale. L'Usigrai non perda l'occasione per fare qualcosa di buono e di umano.






5 commenti:

Anonimo ha detto...

Gentile Sign. Gaspari poko tempo fa le ho scritto una e-mail e speravo in una sua risposta. Comprendo benissimo i vostri impegni lavorativi, famigliari e a quanto leggo le cose sono nn dico peggiorate ma una risposta del genere da un direttore è davvero vergognosa! Conosco Alessandra da 3 anni e vorrei proporre una raccolta firme x la sua causa. Nn riesco e nn voglio credere che una madre debba stare lontano dalla sua famiglia,è inaccettabile questa risposta pagliativa del dirett. Deluca. A volte le cose si capiscono solo quando capitano sulla nostra pelle. Io sono con voi x Alessandra e invito chiunque legga a nn mollare. Ale ti sono vicino. Mao
mao.veronesi@libero.it

Mario Casaldi ha detto...

Ho sentito Alessandra venerdì al telefono, e m'ha raccontata di questa paradossale odissea, anche se il tempo era poco e non siamo scesi bene nei dettagli.
Volevo esprimere la mia solidarietà ed il mio appoggio ad una seria e valida professionista e ad una grande appassionata, e voce autorevole, dello sport che amo.

I diritti di una donna di stare con la propria famiglia, ma anche quelli di una qualsiasi persona di avere dei progetti e di sentirsi rispettata non possono essere calpestati dai "contrattini" del Sig. De Luca.

In fondo, mia cara Ale, è sempre una questione di sindacati. Strana la vita, no?

Mario Casaldi

Marco ha detto...

Non conosco di persona Alessandra, ma posso comprendere al meglio il vostro disagio per una situazione davvero incresciosa che si è creata da qualche tempo nel mondo del giornalismo.
Esagerando con le parole rischierei di finire nella retorica, ma sappiate che sono solidale con la vostra causa... sperando che i diritti di Alessandra, ma anche di tante altre brave professioniste non vengano calpestati.

Sperando che al sig. De Luca, che pure ritenevo un valido giornalista, fischino le orecchie a più non posso.

Anonimo ha detto...

Non sono giornalista ma conosco l'ambiente.. conosco personalmente Alessandra e soprattutto conosco la RAI (ci lavoro come Ispettore di Produzione). Vergognosa la proposta del nuovo direttore della testata Sportiva. Vergognosa la situazione. Umiliante per una donna e umiliante per un'intera società civile (e politica!) che si riempie la bocca di "politiche familiari", "difesa della centralità della famiglia" e di "pari opportunità fra uomo e donna". Io conto meno di un acaro in Azienda ma se potessi, aiuterei Alessandra e non solo per solidarietà femminile: innegabile che lei faccia parte di una cerchia RISTRETTA di giornaliste Rai che davvero sa fare il proprio mestiere e che lo stipendio se l'è sempre meritato. C'è da sperare solo che "quelli che contano" (e decidono) ci riflettano e diano ascolto alle sue (assolutamente lecite) esigenze.
Monica

Elisa Marchesan ha detto...

Alessandra non mollare, non mollare, ti siamo vicini in tanti, perchè meriti più di chiunque altro di vivere felice dopo tutto quello che hai dato alla Rai. Continua a far sentire la tua voce come hai sempre fatto in questi anni, e noi le faremo da eco. Un abbraccio fortissimo.