18 luglio 2013

I MOSTRI TRA DI NOI


















di Iva Testa

Una giovane suora indiana é stata stuprata da un gruppo di una ventina di uomini per un'intera settimana. E' donna, quindi l'indossare un abito sacrale non l'ha messa al riparo dalla violenza che ogni giorno, in ogni parte del mondo, si procura alle donne da parte degli uomini.

Abbiamo scritto molto sulla violenza sulle donne, sulle loro battaglie per la parità, delle tante carte europee e internazionali a favore dell'emancipazione femminile. Abbiamo tanto detto sull'archetipo della preda.. Cosa si può fare per non rischiare uno stupro?

Non ci sono risposte.

Uno stupro può avvenire in ogni luogo, in ogni momento della nostra vita.
Saremo sempre sole quando avverrà lo scempio.

Perché la bestia che alberga nel maschio sceglie sempre il momento più adatto.
Quando ero inviata andai a Milano perché un bambino di 9 anni era stato violentato da tutta la famiglia: madre, padre, zii, nonni,scavai a fondo. Avevo un dossier  di un'ora a disposizione.
Una neuropsichiatra infantile mi disse di aver curato casi di violenza su bimbi di due anni e mezzo. Una squadra di brave poliziotte aveva un pool di indagini nelle scuole, con la collaborazione delle maestre.

E visitai molte case delle donne sparse in Italia che accolgono le tante giovani e meno giovani stuprate. Anche un prete di Firenze aiutava le donne violentate.

Ma la domanda resta senza risposta, o meglio con una sola risposta: lo stupro non é eliminabile dalle società, perché non appartiene all'homo sapiens, ma all'istinto primordiale della caccia alla preda..

13 luglio 2013

MAIONESE IMPAZZITA



di Iva Testa 


Non era mai successo nella storia della nostra Repubblica che fossero interrotti i lavori parlamentari.

E' successo all'indomani della decisione della Corte di Cassazione di fissare , al 30 luglio ,la data di sentenza sul processo Mediaset.

Berlusconi rischierebbe un anno di arresti domiciliari e l'interdizione dai pubblici uffici.
La destra é insorta contro la Cassazione ed ha chiesto tre giorni di sospensione dei lavori parlamentari per consentire riunioni inderogabili del partito del Cavaliere.

Il Parlamento ne ha concesso uno grazie all'aiuto prestato dal PD all'alleato di governo.
Ma i falchi di Berlusconi tuonano: vogliono il Cavaliere libero o si va alle urne.
Letta mantiene la calma e dice che il governo reggerà.

Berlusconi lo rassicura: non toglieremo l'appoggio all'esecutivo. Più che mai il PD, alle prese con una rivolta degli iscritti contrari all'aiuto concesso a Berlusconi.

La Corte ha sussurrato che potrebbe esserci un rinvio della sentenza.

Napolitano, furibondo, ha scritto una nota a Libero, che si era pronunciato sulla grazia a Berlusconi, dicendo che non é nelle sue intenzioni.

Un bel pasticcio i guai giudiziari di Berlusconi. Mettono in secondo piano i veri problemi del paese, soprattutto quello del lavoro, emergenza nazionale.

Letta, sempre calmo, continua a lavorare.

Lo aiuta il capo dello Stato che si é già dichiarato contrario ad una crisi di governo.
La maionese é decisamente impazzita, per dirla con il linguaggio delle donne...

12 luglio 2013

I PADRONI DELLE RCS CORRIERE




di Iva Testa

Ci occupiamo ancora della scalata per l'acquisto delle azioni di RCS perché, come abbiamo già detto, é una questione molto importante per tutta la stampa, non solo per il Corriere della Sera, ambito quotidiano milanese che vede in corsa per l'acquisto delle quote per l'asta, Agnelli e Della Valle.

I soci di minoranza sono sotto le benefiche mani di Banca Intesa e Mediobanca, che tifano FIAT.

Fiat ha fatto la sua offerta:20.01, Della Valle il 18,5. Ma Della Valle vuole proprio RCS e ha scritto al Capo dello Stato, chiedendogli che si faccia garante delle trattative.

Napolitano gli ha risposto che non é questione di sua competenza ma dei mercati.
Della Valle ha incassato.

Marchionne, da parte sua ha detto che per FIAT RCS é un grande valore e che non ha capito la lettera di Della Valle. Scaramucce tra industriali?

Forse. Certo é che sembra proprio che la battaglia per il controllo maggioritario di RCS la vinca la FIAT.

I giornalisti di via Solferino preferiscono casa Agnelli al padrone delle Tood's. Avranno senz'altro, maggiori garanzie di indipendenza.

Noi crediamo, come loro, che il giovane Elkann abbia tutte le carte in regola. Ed anche il suo abile amministratore delegato..

09 luglio 2013

I PRINCIPI IRRINUNCIABILI




di Grazia Gaspari 

Quando alcune settimane fa ho appreso la notizia, che tante volte si è ripetuta, di immigrati morti in mare - da quelle barche che invece di essere una via di speranza sono state una via di morte - il pensiero mi è tornato come una spina nel cuore che porta sofferenza. Ho sentito che dovevo venire qui oggi a pregare. Perchè ciò che è accaduto non si ripeta più”.

Perché ciò che è accaduto non si ripeta più!!! Mentre ascoltavo le parole di Papa Bergoglio, un senso di vergogna mi ha assalito. "Dov'è il sangue di tuo fratello che grida fino a me?".

Proprio così, parabole o meno, cosa ho fatto io che mi reputo anche una  credente e una persona "di sinistra", per fermare quella strage di innocenti? Perché nessuno si è fatto promotore in Italia e soprattutto in Europa  di una qualsiasi vera azione per mettere fine alla mattanza? Perché abbiamo lasciato che le frontiere si chiudessero e gli egoismi nazionali prendessero il sopravvento?

E’ anche vero che accanto all’indifferenza, al girare lo sguardo dall’altra parte, tante persone si sono impegnate, hanno teso nel tempo le loro mani verso i fratelli, i compagni più deboli e sfortunati. In prima linea in Italia,  i missionari comboniani. Ricordo ancora  padre Bresciani che utilizzando una piccola chiesa sconsacrata di una traversa di via Cavour a Roma, fondò  l’Acse (Associazione comboniana servizio emigrati)  per   aiutare gli studenti africani ad inserirsi e studiare in Italia per poi tornare nei loro paesi d'origine.

Erano gli anni delle lotte studentesche e noi facevamo volentieri del volontariato per quel senso forte di solidarietà internazionale o di internazionalismo proletario, a seconda del punto di vista da cui si vuol guardare, che allora coinvolgeva tutti noi. 

Ricordo ancora i grandi lavori di pulizia della chiesa asilo di piccioni, le piccole schede scritte a mano per segnare problemi e bisogni delle persone. Ricordo soprattutto quell’anziano comboniano che stava lì dalla mattina alla sera o meglio a notte fonda. Instancabile nel cercare fondi, aiuti, lavoro e quant’altro per quei ragazzi neri dell’Africa. Allora non dovevano attraversare il mare, ma erano sempre  poveri.
A volte padre Bresciani veniva in sede con qualche bernoccolo in testa. A chi gli chiedeva cosa mai gli fosse capitato,  rispondeva: “nel buio ho sbattuto ad una porta”. In realtà nella chiesa sempre aperta arrivava anche qualche male intenzionato che voleva soldi. Padre Bresciani non li aveva e allora si beccava  calci  e  pugni.  
 
Col passare del tempo l'ACSE è diventata un punto di riferimento per  immigrati  soli o in difficoltà. Altri centri di accoglienza sono sorti, uno a Napoli dove oggi vive, in una casa ricavata dal campanile della chiesa del Rione Sanità,  anche padre Alex Zanottelli dopo anni di missione nelle baraccopoli del Kenya. Le sue battaglie sono famose. Nel 2009 Nigrizia, la rivista dei comboniani lanciava un appello per opporsi alla strage del Mediterraneo, e per chiedere disobbedienza civile alle leggi razziste previste nel pacchetto sicurezza.

"Noi missionari/e sentiamo il dovere di reagire e protestare contro la strage in atto nel Mediterraneo e le leggi razziste contro gli immigrati che arrivano sulle nostre coste. È una tragedia questa, che non ci può lasciare indifferenti: migliaia e migliaia di africani che tentano di attraversare il Mare nostrum per arrivare nell'agognato "Eden". Un viaggio che spesso si conclude tragicamente. Dal 2002 al 2008 sono morti, in maggioranza scomparsi in mare, 42 mila persone, secondo la ricerca condotta a Lampedusa da Giampaolo Visetti, giornalista di La Repubblica. Quasi venti persone al giorno! Il più grande massacro europeo dopo la II Guerra Mondiale che si consuma sotto i nostri occhi.

E qual è la risposta del governo? Chiudere le frontiere e bloccare questa "invasione". E per questo il "nostro" governo ha stipulato accordi con la Libia e la Tunisia. Il 5 gennaio 2009 infatti il Senato ha approvato il Trattato con il governo libico di Gheddafi per impedire che le cosiddette carrette del mare arrivino a Lampedusa. Com'è possibile firmare un trattato con un paese come la Libia che tratta in maniera così vergognosa gli immigrati in casa propria?" 

La sinistra che pure ha una tradizione  in difesa dei diritti umani, contro le discriminazioni razziali, il colonialismo, lo sfruttamento dei popoli e dei territori non è riuscita a raggiungere un qualche obiettivo significativo. .
Bersani il 5 agosto del 2011 andò a Lampedusa.   Allora disse: “Bisognerà al più presto rimettere mano «alla legge Bossi-Fini» perchè «non si tratta di essere buonisti ma con il 'cattivismo' non si va da nessuna parte». «Il Pd  riprenderà l'iniziativa … L'Italia  si deve fare promotrice dell'esigenza di un intervento internazionale che metta fine a questa tragedia. Nessuno davanti a queste stragi può voltare la faccia dall'altra parte e non assumersi le proprie responsabilità».

In realtà sono passati due anni, ma l’Italia non ha fatto nulla, il Pd non ha fatto nulla. Il governo non ha fatto nulla a parte un ministro di colore. Il calcolo politico, le elezioni, la conservazione del proprio relativo potere hanno avuto il sopravvento.

Voglio portare un esempio relativo a quasi cinquant'anni fa. Luigi Pintor in un editoriale dell’Unità del ’64 scriveva a proposito della visita di Ciombe in Vaticano: “Diciamo una cosa molto semplice: Ciombe non deve mettere piede a Roma. 
Il governo italiano deve darne assicurazione all’opinione pubblica democratica, senza nascondersi dietro la non ufficialità della visita del quisling  belga-congolese.
Il Papa ha modo di far sapere in anticipo a questo fantoccio di sanguinari padroni che il Vaticano non gli aprirà le porte. Navighi pure per quelle capitali che sono e restano cittadelle di colonialismo vecchio e nuovo, questo personaggio. Si abbia l’accoglienza che crede dal socialdemocratico Spaak e dai monarchi del Belgio, nel nome dei comuni massacri e della rispettiva vocazione al tradimento.
Non circoli nelle strade di Roma. E se per dissuaderlo il nostro governo, i nostri ministri socialdemocratici e socialisti e cattolici, non si sentono di usare questi argomenti, accampino i motivi di ordine pubblico: se una così losca figura, messa al bando da tutti i liberi paesi d’Africa e del terzo mondo, dovesse arrivare al cospetto della nostra popolazione, certo l'ordine non regnerebbe”

Cos’è che permetteva a Luigi Pintor di scrivere quelle parole?  Non c’è forse più democrazia oggi? Il Pd, la sinistra nel suo complesso,  non sono  diventati  più grandi e più forti?  
         
Ha ragione Papa Bergoglio, «La cultura del benessere  ci porta a pensare a noi stessi – individui, partiti, nazioni -  ci rende insensibili alle grida degli altri, ci fa vivere in bolle di sapone, che sono belle, ma non sono nulla, sono l'illusione del futile, del provvisorio, che porta all'indifferenza verso gli altri, anzi porta alla globalizzazione dell'indifferenza».
Ecco il vulnus, il limite di una sinistra che ha rinunciato o meglio non ha la forza di avere una vocazione maggioritaria. Sì perché una vocazione maggioritaria richiede di porre la persona al centro dell'interesse politico. Richiede lo sdegno morale, l'interesse collettivo al  posto del calcolo di bottega. 

Oggi questo spazio lo sta occupando un Papa, un uomo che antepone la giustizia, la verità la difesa dell'uomo agli opportunismi di tutti i tipi. Ed è stato incredibile ma bello vederlo mettersi in gioco e ammonire da Lampedusa i potenti del mondo: “Perchè ciò che è accaduto non si ripeta più”. Non  teme la Merkel, non teme Obama …. ma serve  un’umanità affranta in nome di una trascedenza superiore, del diritto  e della convinzione che l’uomo è l’unico vero santuario da rispettare e onorare.

Esistono principi irrinuciabili.

Ci sono cose di fronte alle quali non si può restare indifferenti, fare finta di nulla, girarsi dall'altra parte, decidere il proprio comportamento sulla base di logiche di convenienza o di opportunità.

Questa nostra è un'epoca ragionieristica, molto attenta alla media ragionata basata sull'analisi costi benefici, sempre prona alla logica dei sondaggi che riflettono l'opinione mediana di una popolazione sempre più impaurita e preoccupata.
Ma seguire questo tipo di comportamento non ci aiuta di certo ad uscire dalla palude che viviamo. Una sinistra degna di questo nome ha i suoi principi irrinuciabili, i suoi punti di rottura oltre i quali semplicemente loitta, si oppone, contrasta con ogni mezzo.

Pintor è sempre stato un esempio di questo modo di essere sinistra. Quando lui dice "Ciombè non deve venire a Roma" altrimenti saranno problemi di ordine pubblico lo fa perché una comunità civile non può accettare alcuna ragion di stato che comporti la convivenza, seppur momentanea, con un massacratore di popoli. Ha ragione nel farlo. Ha una coscienza, una dirittura morale vera.
Con gli immigrati questa dignità noi la abbiamo perduta. Troppe cose abbiamo permesso che non sono giuste, che non sono civili, che gridano vendetta.

Che un Papa ce lo abbia dovuto ricordare dovrebbe farci pensare. Come è potuto accadere quel che è accaduto?





04 luglio 2013

La pitonessa avvinta




di Iva Testa 

Forse per la prima volta sul nostro blog parliamo un pò male di  una donna. E' Daniela Santanché, candidata, tra mille difficoltà alla vicepresidenza della Camera dei deputati.

Daniela Santaché é una pasionaria di Silvio Berlusconi. Lo difende ovunque, con grinta, mosse audaci.. Non per niente la chiamano la pitonessa.

Ospite ambita delle trasmissioni televisive, urla, offende i giornalisti, difende sempre, evidentemente Berlusconi.. Gli deve senz'altro molto. Una rapida carriera politica che all'avida pitonessa piace molto.

Le piacciono anche i vestiti succinti, chiome con boccoli, orecchini vistosi....non molto adatti ad un vicepresidente della Camera, anche se lei sa cambiare per l'appunto pelle e magari vestire come una collegiale.  Non siamo moraliste, ma la Santanché non é, secondo noi, la candidata giusta.

In questi giorni si va avanti per  le elezioni, con i rinvii  decisi dall'amico Brunetta. Riuscirà la pitonessa a sedersi sull'ambito scranno? Staremo a vedere. Le amiche di Berlusconi vengono ricompensate in tanti modi..Se non ce la facesse, certamente troverà da fare..

Non é donna da tirarsi da parte.. A noi piace poco questo modello. Essere amica di Berlusconi sembra non essere più un vantaggio..

30 giugno 2013

I CANNONI DI FRANCESCO


Quando a mezzogiorno, a Roma,  spara il cannone del Gianicolo per ricordare l’ora, lo sente solo chi  abita vicino. Non è la stessa cosa per il concorrente che si è affacciato da poco più di tre mesi, dall’altra  sponda del Tevere:  il cannone di Francesco, papa Jorghe Mario Bergoglio. Quando spara, il rumore non  arriva solo ai turisti, ma ovunque nel pianeta. E per farlo sentire bene, Francesco usa tutti i mezzi di amplificazione  a cominciare dal social network (Twitter, Facebook, ecc.) per finire con le dirette streaming, dove è andato e va ben oltre Grillo, non chiudendo a piacere  il rubinetto.

La carica dei pallettoni è davvero esplosiva: si tratta di una miscela a base di simboli, controsimboli,  e dottrina. Ad armarlo, la convinzione che “il male” stia invadendo il mondo a cominciare dalla sua stessa chiesa: “Tutti noi siamo peccatori. Ci conosciamo dal di dentro e sappiamo cosa è un peccatore. E se qualcuno di noi non si sente così, vada a farsi una visita dal medico spirituale, perché qualcosa non va”. Il passo dal peccato alla corruzione è breve. Secondo Bergoglio si tratta di un salto di qualità del peccatore che distaccandosi da Dio, si fa lui stesso Dio. A quel punto entra nella corruzione sua e del prossimo, e questo è il pericolo, spiega ancora il Papa perchè "nelle comunità cristiane - ma più in generale politiche (ndr) -  i corrotti pensano solo al proprio gruppo” e non al bene comune..
L’ultimo colpo di cannone, sparato lo scorso 24 giugno, si è sentito distintamente in tutte le cancellerie: religiose, laiche, politiche, bancarie, mafiose e massoniche, insomma di potere, che hanno i loro uffici nella capitale e oltre. 
Non a caso il Fatto Quotidiano ha così titolato l'avvenimento: “Rivoluzione in Vaticano: c’è la commissione ad hoc per lo Ior” (la banca vaticana). Prosegue il quotidiano: “Papa Francesco commissaria lo Ior. Con un gesto assolutamente inedito nella storia della banca vaticana, Bergoglio, allo scoccare dei primi cento giorni di pontificato, ha istituito una Pontificia Commissione Referente sull’Istituto per le Opere di Religione. Il motivo, come recita un comunicato della Segreteria di Stato, “è il desiderio del Santo Padre di conoscere meglio la posizione giuridica e le attività dell’Istituto per consentire una migliore armonizzazione del medesimo con la missione della Chiesa universale e della Sede Apostolica”


D’altronde,  la banca vaticana, molte, troppe volte è rimbalzata alle cronache per scandali, accuse di riciclaggio, coinvolgimento in operazioni oscure come il crack del vecchio Banco Ambrosiano o l'inchiesta sulla maxi tangente Enimont., ecc. ecc.  Mai nessuno finora ci aveva messo mano, nemmeno il forte Giovanni Paolo II. 
A conferma ulteriore che non si scherza, la nomina a presidente della commissione di un noto salesiano riformatore,  il cardinale Raffaele Farina,  “il principale artefice dei grandi restauri che hanno cambiato volto, funzioni e stile alla storica Biblioteca Apostolica e all'Archivio segreto della Santa Sede. Lo affiancheranno, come ha scritto qualcuno, altri 4 moschettieri:  il cardinale Jean-Louis Pierre Tauran,  la professoressa Mary Ann Glendon (pizzico di quote rosa), come coordinatore monsignor Juan Ignacio Arrieta Ochoa de Chinchetru e nella qualità di segretario monsignor Peter Bryan Wells. Tarcisio Bertone, presidente dell’attuale Commissione Cardinalizia di Vigilianza dello Ior il cui  mandato è stato prolungato da Benedetto XVI, prima di lasciare il pontificato, fino al 2018, non vi fa parte. 
Il colpo è davvero forte, quasi assordante, è come se il presidente Letta mettesse sotto controllo e commissariasse la Banca d’Italia.   
Papa Francesco, uomo simpatico e ricco di ironia, precede e accompagna  i colpi più forti, con batterie apparentemente meno potenti di dottrina. “Le ricchezze e le preoccupazioni del mondo soffocano la parola di Dio e non la lasciano crescere. Si serve la ricchezza o si serve la preoccupazione, ma non la parola di Dio… Cosa fanno le ricchezze e cosa fanno le preoccupazioni? Semplicemente ci tolgono dal tempo, ci fanno dimenticare il passato, non accettare il presente e sfigurare il futuro …. Le ricchezze non si conservano dopo la morte, non ho mai visto un camion da trasloco dietro un corteo funebre, mai”,  “possiamo portare con noi,  solo un tesoro che nessuno può rapinare, che non è quello che hai risparmiato per te, ma quello che hai dato agli altri”.

                                                    

I colpi arrivano a segno perché sembra proprio che si faccia sul serio. D'altronde, Bergoglio pensa che la mutazione, il rinnovamento deve partire innanzitutto da se stessi: è la chiesa che deve cambiare se vuole cambiare:  le coscienze,  la morale, il mondo.  Come può un corrotto, ad esempio, portare onestà o un bugiardo, verità?  In genere poi si vuole sempre cambiare gli altri, persone o cose, mai se stessi.  
Come si sentirà il presidente Letta quando il 4 luglio incontrerà questo determinato  riformista vestito di bianco? Si sentirà giustificato nella cautela a causa della coalizione col Pdl? E' vero che il papa rappresenta una monarchia assoluta ed è quindi più libero, ma ha anche lui, non una coalizione ma un apparato di potere molto forte e molto potente contro cui è difficile combattere. 
Il fatto è che per Bergoglio,  “la vita cristiana non è stare in un angolo, tranquilli, a ritagliarsi una strada che porta comodamente in cielo, non è come stare seduti comodamente in salotto"  Il cristianesimo è un dinamismo che spinge a stare per la strada .... e  anche se "i filosofi dicono che la pace è una certa tranquillità, è un certo ordine… Quella non è la pace cristiana! La pace cristiana è una pace inquieta, non è una pace tranquilla" E lo zelo apostolico. "non è andare avanti per fare proseliti e fare statistiche: quest’anno sono cresciuti i cristiani in tal paese, in tal movimenti… Le statistiche sono buone, aiutano, ma non è quello che Dio vuole da noi…".
Per ora il cristiano Letta ha spostato ad ottobre il problema aumento o meno dell’Iva. Un provvedimento da annoverare  tra le riforme? “Eppur si muove” diceva Galileo,  ma al momento non si vede ancora. 

01 marzo 2013

POESIA ITALIANA & MUSICA GRECA & POESIA GRECA & MUSICA ITALIANA 4 MARZO A ROMA




di Grazia Gaspari

Per chi ama la poesia, la musica, le contaminazioni  e soprattutto si sente amico della Grecia, la professoressa Paola Maria Minucci,  titolare della cattedra di Lingue e letteratura neogreca della Sapienza Università  di Roma, ha organizzato  un interessante e stimolante evento per il 4 marzo.
Si tratta  di un incontro tra poeti e musicisti italiani, greci e ciprioti  sul tema: “Quando la poesia incontra la musica” che si terrà al Museo dell’Arte Classica (Gipsoteca) della Sapienza. 




“Cerco di rendere la mia cattedra viva – dice Paola Maria Minucci – vale a dire  una cattedra che lavora assieme agli studenti, un luogo  di formazione non di  mera fruizione di lezioni, un luogo in cui lavorare fianco a fianco, insieme. E poiché tra i miei studenti ci sono musicisti,  amanti della poesia, della pittura sono stati loro stessi ad avermi suggerito  un incontro del genere. 

Tra l’altro, proprio l’anno scorso abbiamo organizzato  al teatro Vascello di Roma, una serata con il famoso cantautore greco Dionissis Savopoulos,  “Il poeta che canta”,  amico di Frank Zappa e Bob Dylan e di Lucio Dalla, risultato conclusivo di una seminario di traduzione e adattamento musicale in italiano dei suoi testi. Fu una serata indimenticabile. Savopoulos cantò insieme ai miei studenti in un toccante dialogo  greco-italiano. “Quando la poesia incontra la musica”  è in un certo senso la continuazione di quella serata”

L’iniziativa è anche il tentativo di dare visibilità alla Grecia, alla Grecia  bella e buona, culla di civiltà e di creatività,  che continua a esistere nonostante la crisi”. 


Anche  la mostra dedicata ad Emanuele Grassi, bravissimo grafico italiano scomparso recentemente, che arricchisce ulteriormente l’iniziativa, testimonia della stima,  dell’amicizia del nostro paese alla Grecia. 

Come  scrive l’architetto Cosimo Gentile, che ha messo a disposizione le opere affidategli da Emanuele Grassi in nome di un’antica amicizia,  la Grecia è il  luogo che ha ispirato  “ la sua produzione pittorica”.


Tra i nomi di prestigio che rappresentano la componente greca: i poeti Michalis Ganàs (La Grecia, sai…, Donzelli Editore), Michalis Pierìs (Metamorfosi di città) e i musicisti Nikos Xidakis e Kostas Vòmvolos, il sassofonista Dimitris Choundìs. Canteranno due rinomati interpreti: Mania Papadimitriou e Christina Pierì.

Tra gli italiani: Elio Pecora poeta, scrittore, saggista e critico letterario e  Tullio Visioli, compositore, flautista e cantante: “da tempo desideravo collaborare con Elio Pecora – dice -  di cui  ammiro l’eleganza del verso, il garbato umorismo o la ritmica drammaticità e la sua capacità di educare sapientemente il pensiero attraverso l’agire poetico. Per questo sto mettendo in musica una sua raccolta di poesie inedite (Poesie Bambine), che presenterò in parte in questa occasione”
  

Tullio Visioli, da sempre interessato al rapporto tra la poesia e la musica, ha  lavorato soprattutto sui poeti italiani, come Aldo Palazzeschi e Alfonso Gatto.



“Certamente la passione che ci accomuna e ancor di più il clima di ‘piacevolezza’ ci fa convergere verso questa iniziativa – spiega ancora Visioli - a più voci e a più registri. Si tratta di arti consolidate dalla storia e dalla tradizione, ma  qualcosa di analogo dovrebbe avvenire costantemente in tutti i campi del sapere, per farci comprendere che a volte, una parola di poesia o una frase musicale può darci molta più luce, emozione e calore di qualsiasi artificio confezionato dalla società dei consumi. E il parallelo Italia – Grecia – Cipro non manca certo di fascinazione, soprattutto per me che sarò partecipe per ascoltare e imparare con passione”