22 giugno 2006

A proposito del SERMONE....mi sono spogliata ma a prendermi a sassate sono state le donne, alcune colleghe di Saxa Rubra


di Maria Celeste De Martino
Dico la mia a proposito del sermone trovato da Lella Marzoli in una chiesadi Tarquinia…..
Chi mi conosce bene, sa che io sono sempre “svestita”, anche quando sonovestita.E comunque sia, penso che un corpo senza vestiti non abbia sempre a che fare con il sesso.La doccia la faccio nuda.Dormo nuda.Sono nata nuda.C’è una gran bella differenza tra “naked” e “nuda”.Peccato che in italiano questa differenza non esista.
Nonostante tutte queste mie considerazioni “flower power”, l’hippy che c’èin me è anche una donna che per metà è Americana, e quindi puritana e bigotta.Dunque, concordo con l’autore del sermone. Quasi pienamente.“Femmina” non vuol dire costipare le mammelle in un push up o infilare i glutei nei jeans da 16enne.
Qui in Rai sono famosa per essere “quella che si è spogliata”, “quella che ha fatto un calendario nuda”.In realtà c’è ben altro dietro e davanti a quei dodici mesi in cui interpreto e racconto, con anima e corpo, le volgarità del mondo. Chi non ha capito cosa mi ha portato a un’azione così estrema, evidentementenon ha sofferto.Non sto scrivendo per spiegare o per giustifare il mezzo che ho scelto per esprimere la mia rabbia, la mia richiesta di aiuto, la mia voglia di fare capire fino a che punto possa spingere la disperazione. Ognuno scelglie la forma di protesta che più si addice alla propria personalità…c’è chi fa lo sciopero della fame, chi si incatena davanti a palazzo Chigi, chi minaccia di lanciarsi dal Colosseo, chi scrive un articolo, chi un libro, chi scende in piazza a manifestare, chi canta e chi fa un film.
E poi, ci sono io che ho scelto un mezzo popolare in tutti i sensi: il calendario, e la TV per divulgarle il mio “progetto”. Con le mie nudità ho fatto molto male, eccome, come dice il sermone. Ma i“peccati del sesso non c’entrano proprio nulla.Il mio Calendario ha voluto e vuole ancora far riflettere sul concetto di“purezza” o della “morale”, e di far riflettere anche sulla “porcificazione”degli uomini. Ho “provocato con la mia nudità….Nei maschi ho provocato eccitamento…ma quelli si eccitano anche con un corpo nudo all’obitorio…E come dice il sermone, “malgrado tutte le mie proteste, ho attentato praticamente alla vita di numerose anime…
Ma è anche vero che non “sono obbligata a preoccuparmi di quanto e cosa potrà pensare l’uomo”Del mio corpo faccio ciò che voglio. E non mi lamento se le mie nudità, pur non essendo affatto nudità sexy, sono state lette con occhi da porci, senza ali. Proprio perché “così fan tutte” che con il mio calendario ho voluto esprimere indignazione per dire che “così non fan tutte”.
E’ avvilente vedere un lucroso merchandising di carne femminile. E io sono voluta andare oltre usando lo stesso “linguaggio” di chi del corpo ne fa merce di scambio,ma usando quel linguaggio per dire ben altro: da vestita a nuda, e di nuovovestita del mio corpo, sacrosanto e intoccabile, che non si fa corrompere da nessuno, neanche di fronte al offerte di lavoro “appetibili”. Non ho certo bisogno di spogliarmi dei miei vestiti per dimostrare di essere libera e indipendente.
Ma, voglio soffermarmi sul fatto che è proprio perché mi sono spogliata che sono stata ingabbiata e ghettizzata. E sapete da chi?Dalle donne. Donne di “sinistra”. Quelle stesse donne che invitano a lottare per le minoranze che subiscono violazioni continue……le stesse donne che adottano bambini a distanza, le stesse donne che dicono di essere progressiste…di non essere razziste, di essere “libere” e di non averepregiudizi e di non essere conformiste. Per la Rai sono una cosiddetta “precaria”, in una posizione economica debole,occupo una posizione sociale dominata, professionalmente sfruttata, a volte anche profanata e abusata….e allora? Non faccio forse anche io parte della“povera minoranza”?!
Ma alcune donne di Saxa Rubra mi hanno presa a sassate. Nascondendo la mano.Un esempio lampante di vigliacca discriminazione professionale l’ho subìta a Rai News 24, dove ho lavorato per due mesi nell’estate del 2005. Ebbene,appena sono arrivata, una donna caporedattore decise di non mandarmi in onda, anzi, di non farmi stare proprio in redazione. Senza spiegazioni, per due settimane sono stata messa in regia, alla cosiddetta “messa-in-onda” del giornale: un ruolo tecnico, che di giornalistico non ha nulla. Mi sono molto divertita, e ora sul mio curriculum posso mettere anche questa esperienza…negli Stati Uniti è molto richiesta questa figura…non so sericordate il film “dentro la notizia” Holly Hunter interpretava quel ruolo.
Ma film a parte, la realtà è che un caporedattore comunista, figlia di comunista giornalista, prese questa decisione….e dopo due settimane fu un collega uomo che mi conosce da 20 anni e una caporedattore centrale a farmi rientrare in redazione. Ma di tutto questo “trambusto” in redazione venni a conoscenza più tardi…mi venne spiegato dai colleghi-amici che mi conoscono da molto tempo e che hanno assistito alle scenate, definite da loro “vergognose”, di questo caporedattore donna e delle sue simili che pensavano che bastasse non farmiandare in onda per avvilirmi e per farmi sentire di basso livello. Altro che mobbing.
Sì che sono una femmina che provoca e anche provocante, si che metto in moto i sensi e gli istinti, come dice il sermone. Non mi meraviglio che il maschio mi consideri spesso solo femmina….ma mi sorprende, mi sciocca, mi indigna il fatto che siano donne di sinistra a ghettizzarmi e a giudicarmi, degradandomi a “quella che ha fatto il calendario”.Questa è stata la mia esperienza, per essermi tolta il “burqa”….per aver detto cosa semplici e vere. Per aver utilizzato temi mondiali, come la Guerra, il terrorismo, la disoccupazione, la malasanità, lo stupro, la violenza politica, il potere condizionante dei media, e averli fatti trapassare il mio corpo, che ha sofferto e soffre di fronte a scempi, schifezze e nefandezze: a cominciare da queste donne di sinistra.
Pruderie anni 50?...perbenismo ipocrita?…notizie tratte dal pregiudizio?E’ vero, sono una “scomoda”, che dà del filo da torcere. Il mio calendario è un “reportage” forte e duro come sa essere la vita. Sono stata volutamente esplicita, usando un “linguaggio” diretto e chiaro.Non basta parlare. E non serve a nulla parlare di “quote rosa” e non basta far parte della commissione “pari opportunità” e non basta essere donna per comprendere una donna. Ma, soprattutto, non serve a niente essere di“sinistra” quando ci si comporta peggio di qualsiasi “nemico” eversivo da combattere.Ecco, questo è quello che mi è successo:non vado più in onda, né con la voce, né con la faccia. Piu' oscurata di cosi'.
E ora, sono alTelevideo. Sembrerà strano a chi ha pensato anche solo per un attimo che io sia un’esibizionista, ma a Televideo ho trovato pace e serenità, professionalità e rispetto, serietà, umanità, e soprattutto tanta comprensione di colleghe che, evidentemente, conoscono la sofferenza e che attraverso la semplicità hanno trovato innanzitutto un benessere interiore e un’ottima qualità della vita da giornalista.
Mi è stato più volte chiesto “ma ti è convenuto?”…Non faccio mai nulla perché mi “conviene”. Faccio quello che sento e che voglio fare e dire. Ho pagato un prezzo alto, ma è il prezzo della libertà.E’ il mio lusso. C’è chi spende in macchine e io in libertà. C’è chi spende in pellicce e io in libertà. C’è chi pure chi spende in cocaina e io in libertà.Con le mie varie proteste “spettacolari” nel 1998 e nel 2001 ho voluto, tral’altro, esprimere il mio desiderio di sottrarmi a un giornalismo che era diventato propaganda sfacciata. Desideravo lavorare con persone perbene.Insomma, avrei preferito non lavorare proprio che lavorare male. Risultato:in Rai non ho lavorato per tre anni. Niente di ufficiale, ma è chiaro che sono stata “tagliata fuori” a causa delle mie azioni non gradite. Avrei preferito un chiaro “non sei gradita” piuttosto che un stile ipocrita. Ma non siamo tutti uguali.
Il sermone invita a “tornare a essere donna” perché“ la donna è un prodigio di generosità – dice l’autore- un tesoro di modestiae di pudore, un angelo di conforto.”Non cerco comprensione. Chiedo e pretendo rispetto. E lo chiedo alle donne,a tutte le donne: generose, modeste, pudiche, angeli da conforto, ma anche alle tirchie d’animo, alle superbe, alle volgari, ai mostri televisivi,comuniste e fasciste, stupide o intelligenti. A tutte. E poi, chiedo anche una quota “Celeste”, che fa tanto comodo.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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Anonimo ha detto...

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