27 aprile 2006

A MAGGIO PARITETICA ROSA STRAORDINARIA.... MA OCCORRE LA NOSTRA PRESENZA E LA NOSTRA VIGILANZA




Il 9 o 12 aprile si è tenuto un incontro tra le rappresentanti delle Commissioni Pari Opportunità delle varie testate giornalistiche Rai (TG!, TG2, TG3, Rainews24, ecc.) e il segretario Usigrai Roberto Natale. Tra i tanti argomenti affrontati, Roberto Natale ha proposto per maggio (data da precisare) una paritetica straordinaria per stabilire assieme all'azienda il come e quando di un riequilibrio della rappresentanza delle giornaliste e i casi più eclatanti di discriminazione al femminile. Ecco alcuni interventi di colleghe nel merito



Giovanna Rossiello TG1


Il riequilibrio della rappresentanza delle donne nei posti di lavoro ci pone un problema urgente che deve essere affrontato in Rai non solo con misure straordinarie.

Va bene la paritetica - appunto - straordinaria di maggio di sole vertenze rosa, ma credo che per portare a casa qualche risultato concreto che si avvicini il più possibile all'auspicato 50 percento tra uomini e donne ci voglia anche un altro intervento.

Nelle paritetiche deve essere rafforzata la presenza delle donne "come invitate permanenti" per vigilare sulle vertenze femminili. Non certo per mancanza di riguardo nei confronti dei colleghi già impegnati, ma perchè la evidente disparità nelle carriere comporta una attenzione, una vigilanza particolare da parte delle donne sui casi di carriere bloccate .

L'indirizzo della Commissione parlamentare di Vigilanza del ' 97 per la promozione di potere e responsabilità delle donne e, soprattutto, ultimissima tra le direttive europee , la relazione del Consiglio della UE del 22 febbraio 2006 sul riequilibrio della rappresentanza di genere nei posti di lavoro costringono ogni azienda e ogni professione, in Italia e in Europa, ad adottare al più presto contromisure per riparare ai danni di uno squilibrio che in Rai non può essere affrontato secondo i binari normali della trattativa.

Del rafforzamento della presenza delle colleghe in tutte le paritetiche, a cominciare da quella straordinaria di maggio sulle vertenze giornaliste ne avevamo discusso in un incontro tra giornaliste con Roberto Natale , ricordate? Ora siamo alla fine di aprile e se la paritetica straordinaria che ci riguarda è a maggio non c'è molto tempo per decidere . Senz'altro la presenza di una o più colleghe è necessaria per porre con forza i problemi nelle testate più disastrate , a cominciare dal Tg1.

21 aprile 2006

"LETTERA APERTA" .... ai legislatori e non solo


E’ nata l’Associazione “Lettera Aperta”, un’associazione per la difesa dei diritti della donna nelle istituzioni e nelle leggi. Ha raccolto oltre mille consensi, consensi che hanno spinto le promotrici a trasformare un’idea in fatto.

Promotrici:
Daniela Brancati, Chiara Bussi, Daniela Carla, Maria Fascella, SimonaGiovannozzi, Milena Mosci, Mariangela Pani, Barbara Santoro, Maria Squarciane

Scopo. Dallo statuto: "l'introduzione nell'ordinamento giuridico italiano, di un parere vincolante ed obbligatorio nel processo di formazione e approvazione delle leggi e dei provvedimenti normativi, in merito al rispetto e alla promozione del principio di pari opportunità tra generi (di ogni provvedimento legislativo).

L’obiettivo è ambizioso, non facile e di grande impegno. Un obiettivo utile che tutte noi dobbiamo sostenere e aiutare. Un obiettivo, diciamo cosi’, da adottare….comunque ….anche a distanza.

Abbiamo chiesto a Daniela Brancati (*) di raccontarci come è nata “Lettera Aperta”

…”Cara Grazia, eccomi di ritorno a Roma, ed ecco la nascita di "Letteraperta"….Una sera eravamo a casa di una di noi, assieme a un piccolo gruppo di maschi non eccessivamente maschilisti, ed essendo in piena campagna elettorale,veniva spontaneo commentare la pochezza di idee e intenti dei partiti delcentrosinistra (quelli del centrodestra avendo già dato prova di sè al governo)quanto a politiche di promozione femminile.
Tutto ciò che dicevano i vari leaders era riconducibile agli asili nido e alla famiglia. Nulla sulla rappresentanza femminile. Nulla su quello che papa Wojtyla definiva 'il genio femminile'. E per far apparire 'femminista' la chiesa cattolica, bisogna proprio chegli altri siano indietro... così mi è venuta l'idea: perchè non protestiamo e cerchiamo di farci ascoltare da coloro che devono decidere anche per noie di noi? Tutte d'acordo le presenti, siamo partite con la lettera, gli incontri, e ora l'associazione”

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Daniela Brancati. Giornalista professionista, imprenditrice e dirigente d'azienda nel settore della comunicazione. Prima donna direttore di un telegiornale nazionale, nel 1994 ha diretto il Tg3, e ancora prima il tg di Videomusic. Ha un bagaglio professionale di esperienze che coprono tutto l'arco dei media, da quelli tradizionali come la carta stampata, la radio e la tv, ai più nuovi, come internet. Attualmente è commentatrice per «Il Messaggero», autrice di trasmissioni radiofoniche (la più recente per Radiotre Rai). Tra i suoi libri: “Tutta una vita”, “La pubblicità è femmina, ma il pubblicitario è maschio”

15 aprile 2006

MORI' DI CUORE MA FU VIOLENTATA. A 6 ANNI



Dodici anni di carcere per Dala Dutu e il suo convivente Coste Pais, entrambi di origine rumena, accusati di aver abusato della figlia di lei, Dana, di sei anni. La decisione e' stata presa dal tribunale di Roma.
La bimba mori' nell'ottobre 2004 per una malformazione cardiaca. Dall'esame del corpo, emersero pero' i segni di una violenza sessuale.
Il pm aveva chiesto cinque anni per la donna e l'assoluzione per il convivente (Agenzia:Adnkronos)

02 aprile 2006

BAMBINE A PERDERE

Ancora una sentenza vergognosa. La Corte di Appello di Roma ha ridotto le pene inflitte in primo grado a due uomini accusati di aver violentato, per ben due anni, tra il 1998 ed il 1999, una ragazzina di 13 anni, nel suo periodo di puberta'.

Il verdetto ha riguardato Gianfranco N., di 36 anni, e Gino C., di 59, che si sono visti diminuire rispettivamente di sei mesi e di un anno le precedenti condanne a due ed a tre anni di reclusione. Il primo degli imputati e' l' ex convivente della madre della ragazzina, mentre il secondo e' un conoscente della coppia.

Nel motivare la sentenza, il collegio presieduto da Afro Maisto scrive: "Le degradatissime condizioni di vita nell' ambiente i cui fatti sono maturati non coinvolgono, evidentemente, soltanto la minore e la madre, ma anche i due imputati, ai quali non possono essere negate le attenuanti generiche".

23 marzo 2006

CASAGIT. Qualche risultato e per il futuro: creiamo sentinelle di Testata


da Iva Testa
Care colleghe, non eravamo in tante martedì 21, ma certo rappresentative delle più importanti testate. Come prima cosa vorrei informarvi sull'esito dell'incontro con la commissione tecnologie dell'Aziena, avvenuto il 15 marzo. Ho chiesto, come osservatrice esterna alla trattativa, vicefiduciaria di CASAGIT, l'installazione dei computers a cristalli liquidi.Buona la risposta. L'Azienda ne ha già pronti 600 su 1600 per l'organico giornalistico complessivo. Buona anche la risposta sulle sedie ergonomiche e le lampade direzionate. Inoltre su mia richiesta, l'Azienda si è impegnata alla rilevazione delle onde elettromagnetiche a SAXA per poter evidenziare gli eventuali danni sulla salute.
Nella nostra discussione abbiamo concentrato l'attenzione sul mobbing....Colpisce sia le donne che gli uomini, ma forse in parte più consistente le donne.Il mobbing è una forma subdola di sfruttamento, di prevaricazione, di emarginazione.....difficile da denunciare. E allora cerchiamo di farlo venire alla luce costruendo delle vere e proprie sentinelle di testata, alle quali è più facile rivolgersi e che possono ficcare il naso nei panni sporchi..... Sorelle d'Italia ed io personalmente restiamo il raccoglitore finale, per poter organizzare anche una raccolta di denunce che possano smuovere la nostra sorda legislazione...Conto sul vostro impegno.

21 marzo 2006

WHAT A SKY?

di Grazia Gaspari



Abbiamo pubblicato il documento delle commissioni Pari Opportunità di Rai e Usigrai. Credo che sia importante intervenire nel merito. Comincio a farlo io con alcune considerazioni, forse troppe, ........!!! NON POSSIAMO TACERE E ACCETTARE O NON ACCETTARE. E' importante motivare, argomentare e dire apertamente senza paura delle dissonanze ... ciò che si pensa..... questo serve per cominciare davvero a svolgere un lavoro collettivo e solidale!!!!


Negli anni passati ci siamo impegnate sui problemi delle donne in generale e delle donne nella professione. Poi tra successi e insuccessi, confidando comunque in una certa affermazione femminile in generale, abbiamo rivolto la nostra attenzione verso altre problematiche politiche o più semplicemente ci siamo dedicate ad una riflessione interiore e personale.

Oggi però le cose stanno cambiando. Innanzitutto c’è un riemergente spirito fondamentalista. E’ un’ombra che odia innanzitutto la libertà. Che vuole imporre le sue regole a tutti e su tutto. Che non rispetta il diritto all’autodeterminazione, anche morale, del prossimo. Se Dio che è Dio ha dato agli uomini il libero arbitrio, chi è quest’ombra che calpesta il diritto primordiale dell’uomo all’autodeterminazione? Ecco le Fallaci di turno, nere vestali che dall’alto delle loro ignoranza, attaccano tutto e tutti, religioni comprese, senza conoscere quelle degli altri e nemmeno la propria.

In questo quadro, di sopraffazione sociale, filosofica e morale che va dal kamikaze alla non sperimentazione scientifica, alla spregiudicatezza economica e finanziaria (vedi la localizzazione, ad esempio, delle fabbriche italiane in Cina, con tutto ciò che questo comporta) le donne, i giovani, i lavoratori sono i primi a farne le spese, a venirne schiacciati. Ed ecco allora l’attacco dei cloni alle conquiste sociali in generale e in particolare alle conquiste delle donne. Ecco allora il ritorno del cosiddetto Movimento per la vita che cerca di scardinare la legge sull’interruzione volontaria della gravidanza. Che le donne tornino a morire sotto i ferri delle mammane, Che la scienza si fermi.

Qualche giornale ha scritto: “le streghe son tornate”. In realtà. Non siamo streghe, non ce ne siamo mai andate e dunque non siamo tornate. Basta fare un giro per Internet…..e si scopre che esiste una miriade di iniziative, di collettivi di solidarietà al femminile, comitati di lotta, case di accoglienza, comitati di solidarietà internazionali, centri studi, banche del tempo, sostegno al commercio femminile equo e solidale, blog. Insomma una ricchezza di pensiero, esperienze e riflessioni…..commovente ed esaltante.

Allora, se il sistema mediatico tradizionale non si accorge di noi volutamente o meno, ecco che esiste la Rete e la sua liberta', e se ieri potevamo conoscerci e comunicare in dieci, cento, mille donne…..oggi, grazie a Internet abbiamo a disposizione un sistema di comunicazione globale, addirittura planetario!!! I giornali, le televisioni, le radio non ci danno spazio…..tanto piacere!!!la Rete ci offre tutto lo spazio che vogliamo, ce lo offre gratis e per di più libero. Basta conoscerlo e saperlo usare!!! .

A questo punto viene da chiedersi perché un movimento delle donne e per quali obiettivi battersi? E’ difficile dare risposte possibili a domande impossibili che ci ispira la società del tempo presente, rispetto alle urgenze, ai bisogni (lavoro, religione, economia, etica, ecc.). Possiamo fare solo due cose:
a) metterci in contattocreare cioè una grande piazza virtuale in cui trovarci, parlare, confrontare le nostre idee e le nostre esperienze…..e magari anche a scambiarci quel sapere diffuso di cui siamo portatrici. Una piazza, una comunità virtuale che all’occorrenza possano diventare una piazza e una comunità reale……Molti movimenti e manifestazioni, ad esempio, per la pace o quant’altro sono nati dalla Rete.
b) batterci per una presenza concreta, materiale, fisica nei parlamenti, nei consigli di amministrazione delle aziende, nelle testate giornalistiche, in magistratura, ecc.ecc. Le donne sono più della metà della popolazione ma sono sempre sottorappresentate se non rappresentate da uomini. Gli uomini ci dicono come procreare, come abortire, come educare, come pregare, come vestirci, come essere seducenti, ecc.ecc. E sono sempre gli uomini che ci rappresentano…….nel piccolo e nel grande. I tempi invece sono maturi perché le donne portino i loro punti di vista, i loro saperi, le loro intelligenze, le loro sensibilità, le loro conoscenze nella società e contribuiscano a renderla migliore.

In questo quadro “le quote rosa” nel loro minimalismo diventano un grande obiettivo. Per questo non possiamo accettare qualche piccolo posto di comando. Noi dobbiamo avanzare in gruppo e per quanto riguarda le giornaliste, dobbiamo chiedere un riequilibrio di mansioni e funzioni ovvero più capi-servizio, più capiredattori, ecc. ecc. In passato l’Azienda ha collocato qualcuna di noi a posti dirigenziali di alto livello….ma quale beneficio ce ne è venuto? Nessuno salvo forse per la collega stessa. Barbara Scaramucci, che ci siamo battute scontrandoci anche duramente ….e che ha diretto la TGR, una testata importante, ha confessato nell’incontro del 14 marzo con i vertici Rai, che lei non è riuscita a nominare nemmeno un capo-redattore donna!!!!!

Allora mi domando e dico, anzi prima dico e poi mi domando J))) a che ci servono singoli posti di comando? NO GRAZIE!!! Meglio meno ma diffuso!!!!

In secondo luogo, dobbiamo essere portatrici di contenuti e valori alternativi. La solidarietà, l’amore, l’etica..... contro l’egoismo, l’odio, il degrado morale. Questa società fa veramente schifo…..é qui che vogliamo far crescere i nostri figli?...... Mettiamoci al lavoro e costruiamo un giardino profumato. Impossibile? Utopia? Sogno? Forse, ma dobbiamo puntare al cielo anche se vogliamo solo far crescere un fiore.

I temi e i problemi sono tanti e complessi…. Ma vanno affrontati con pazienza e lungimiranza….la famosa pazienda delle donne!!! E soprattutto devono essere sempre presenti anche nelle vertenze più piccole o insignificanti. SOLO COSI’ IL NOSTRO CONTRIBUTO SARA’ SEMPRE E COMUNQUE DI VALORE. Concludo citando una frase di Martin Luther King che a me piace molto… “Se non potete essere un pino sulla vetta del mondo, siate un albero nella valle, ma siate il miglior albero….Siate comunque sempre il meglio di qualsiasi cosa siate”

18 marzo 2006

LA MIA PREGHIERA DI PRECARIA...A SAN PRECARIO


di Maria Celeste De martino



Sono una precaria tra i precari. Faccio parte del "bacino fascia B". Secondo l'accordo raggiunto tra sindacati e azienda Rai che ho accettato e firmato lo scorso anno, dovrei lavorare almeno otto mesi l'anno con contratti giornalistici fino alla fine del 2009 per un numero complessivo di 40 mesi lavorativi.
Nel 2005 ho lavorato due mesi e mezzo. Nel 2006, finora, ho avuto un contratto di 13 giorni. L'inadempienza è lampante. Non credete? Ho comunicato la mia situazione al segretario dell'Usigrai, Roberto Natale e ho parlato con due colleghi del coordinamentro precari. Ma non mi hanno saputo dare alcuna spiegazione. L'unica informazione che ho avuto da uno dei due colleghi è che non sono l'unica giornalista a non essere utlizzata dall'azienda, ma vi è anche un'altra collega nella mia stessa condizione.
Siamo solo in due. Mi sembrerebbe abbastanza anche se fossi l'unica per esprimere perplessità e indignazione. Dopo una serie di riflessioni e considerazioni ho accettato la proposta lavorativa della Rai principalmente per motivi professionali. Avevo un'alternativa, ma ho preferito gli otto mesi l'anno in Rai.
Ora, mi trovo senza lavoro, con una chance professionale mancata, e oltretutto con spese economiche non preventivate da affrontare (pagamento autonomo della Casagit e dei contributi Inpgi). Inoltre, l'inadempienza da parte della Rai causa un ulteriore effetto: la mancata maturazione del sussidio di disoccupazione che in periodi di necessità può aiutare.
Sento di aver subito e di continuare a subire un danno professionale enorme.