02 giugno 2006

RIUSCIRE AL FEMMINILE

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Riuscire al femminile
Spezzare il cerchio nei percorsi di carriera


Roma, 14 giugno 2006

Università “La Sapienza”
Facoltà di Scienze Statistiche, Aula Gini
Città Universitaria
Piazzale Aldo Moro 5



ore 9,30

Presiede

Carla Pecchioni
Agenquadri CGIL

Saluti di

Gabriella Salinetti
Preside della Facoltà di Scienze Statistiche

Carlo Parietti
Presidente di Eurocadres

Giuseppe Venanzoni
Direttore del Dipartimento di Contabilità Nazionale e
Analisi dei Processi Sociali

Luigi Frudà
Direttore del Dipartimento di Sociologia e Comunicazione


Introduce

Romeo Scarpari
Presidente CIQ-UIL

Gina Ebner
Coordinatore Progetti Eurocadres
Presentazione di Femanet

Elisabetta Bruscolini
Agenquadri
Presentazione del Femanet kit Riuscire al femminile
Progetto sostenuto dalla Commissione Europea




ore 11,30 Pausa caffè



ore 11, 45 Relazioni di



Marcella Pompili Pagliari, Facoltà di Scienze della Comunicazione
La sfida delle pari opportunità nel management delle risorse umane

Renato Fontana, Facoltà di Scienze della Comunicazione
La carriera. Piste di intercettazione del lavoro che cambia

Piera Rella, Facoltà di Scienze della Comunicazione
Mestieri maschili e femminili. Differenze e nuovi intrecci nell’era della globalizzazione

Patrizio Di Nicola, Facoltà di Scienze della Comunicazione
Saturazione dei tempi e carriere professionali

Francesco Consoli, Facoltà di Scienze Statistiche
Carriere e questioni di genere nelle nuove professioni intellettuali in Italia




ore 13.00 Buffet





27 maggio 2006

ELEZIONI AMMINISTRATIVE A ROMA




Riceviamo da Candidate al Comune di Roma e nei Municipi, che hanno contattato Aspettare stanca e ne condividono le richieste per una democrazia paritaria ed elettrici ed elettori informati, il seguente comunicato e volentieri lo pubblichiamo.









Per il Comune di Roma (scheda celeste)

con Veltroni sindaco:

L’Ulivo per Veltroni Roberta Bortone- economista del lavoro-http://www.robertabortone.it/
Lista civica Roma per Veltroni Giuseppina Capaldo http://www.giuseppinacapaldoperveltroni.com/
Verdi per Veltroni Denise Lupi scenarte@libero.it
Di Pietro Italia dei Valori Anna Addamiano giornalista e pittrice 3392190822
I Municipio- con Lobefaro presidente-http://www.lobefaro.it/
Roma Arcobaleno Angela Scarparo candidata anche in alcuni Municipi
http://www.listarcobaleno.org/

Per i diciannove Municipi (scheda rosa)

Candidate presidenti nei Municipi
Antonella De Giusti XVII Municipio degiusti@iperv.it http://www.veltroniroma.it/documenti/dettaglio.asp?id_doc=529

Candidate nei Municipi

I Municipio- con Lobefaro presidente-http://www.lobefaro.it/
L’Ulivo per Veltroni Lucia Marchi
Roma Arcobaleno Angela Scarparo

II Municipio con Guido Bottini presidente http://www.veltroniroma.it/documenti/dettaglio.asp?id_doc=514
Rosa nel Pugno.Katiuscia Giubilei

III municipio con Orlando Corsetti presidente http://www.veltroniroma.it/documenti/dettaglio.asp?id_doc=515
Valentina Grippo v.grippo@fastwebnet.it

XI Municipio con Andrea Catarci presidente. http://www.veltroniroma.it/documenti/dettaglio.asp?id_doc=524
Concetta Fusco 337433306

XIII Municipio con Paolo Ornelli presidente
Ludovica Sacchet

XVII Municipio con Antonella De Giusti presidente degiusti@iperv.it
Rosa nel Pugno.Fabiana Capasso

XX Municipio con Claudio Tinari presidente http://www.veltroniroma.it/documenti/dettaglio.asp?id_doc=711
L’Ulivo per Veltroni - Benedetta Cappon benedettacappon@gmail.com
Lista civica Roma per Veltroni Carla De Benedetti http://ventidasinistra.blog.kataweb.it/ventidasinistra/
Verdi per Veltroni Fiorella Menchinelli menchinellis@libero.it

11 maggio 2006

COSA FACCIAMO NOI GIORNALISTE PER COMBATTERE LA VIOLENZA?


Sepolti vivi. Lei ed il bambino che portava in grembo e che doveva nascere tra pochi giorni. Sarebbe morta così Jennifer Zacconi, la ventenne incinta al nono mese il cui cadavere è stato trovato in un campo a Maerne e per il cui omicidio è accusato Lucio Niero, ritenuto il padre del piccolo che avrebbe commesso il delitto per nascondere alla moglie la sua relazione con la ragazza. L' autopsia ha evidenziato che la giovane ha respirato una grande quantità di fango prima di morire. E anche il suo bambino è morto per mancanza di ossigeno”.

E’ uno dei tanti lead preso da un quotidiano e relativo all’ultimo agghiacciante caso di violenza contro una giovanissima. Violenza che negli ultimi tempi si sta colorando di fosche tinte, fino ad arrivare al macabro caso della donna trovata decapitata in un’area di servizio di Roma.

Stando ai rapporti pubblicati dalle organizzazioni che studiano i casi di violazione sistematica dei diritti umani, tra cui quello dell'Unicef, la violenza è un dramma quotidiano, familiare, che colpisce tra il 20 e il 50 per cento della popolazione femminile, a seconda delle regioni. E non si tratta di una specificità dei paesi in via di sviluppo, economicamente svantaggiati, è' un fenomeno transnazionale che colpisce sia le famiglie di facoltosi professionisti del Nord America, sia i nuclei familiari delle baraccopoli alla periferia delle capitali del Sud del mondo.
Su Internet si possono trovare pagine e pagine relative alla tipologia e alle statistiche (vedi post precedente), ma ciò che io mi chiedo non è tanto perché e come e dove…… domande importanti per la conoscenza oggettiva del problema, quanto COSA FACCIAMO NOI GIORNALISTE PER AIUTARE LE DONNE A COMBATTERE LA VIOLENZA FISICA, MORALE E SOCIALE CHE CONTINUA AD ABBATTERSI SU DI LORO?.

NON POSSIAMO PENSARE SOLO ALLE NOSTRE CARRIERE….ALLE QUOTE ROSA NELLA PROFESSIONE. NON POSSIAMO ESSERE COSI’ EGOCENTRICHE E IPOCRITE DA INDIGNARCI E POI…. NON AGIRE DI CONSEGUENZA
In numerose regioni italiane, ad esempio, in particolare Toscana, Emilia Romagna, Piemonte, Lazio, ecc. esistono Associazioni, Centri antiviolenza che offrono servizi a sostegno di donne maltrattate o che hanno subito violenza sessuale e così via…… Ma chi ne parla? Chi li conosce?

ECCO ALLORA CHE IL NOSTRO LAVORO DIVENTA UN LUOGO IN CUI CONDIVIDIRE PROBLEMI E LOTTE NON SOLO DELLA CATEGORIA, MA DI TUTTI.
L'INFORMAZIONE E' UN DIRITTO E NOI CHE LAVORIAMO NEL SERVIZIO PUBBLICO, PIU’ DI CHIUNQUE ALTRO ABBIAMO IL DOVERE DI DIFENDERE QUESTO DIRITTO. COME? INNANZITUTTO CON LA VERITA', POI CON LA QUALITA' E AL SERVIZIO DELLA GENTE E DI CHI PAGA IL CANONE, DONNE COMPRESE!!!

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QUALE VIOLENZA.....QUANTA VIOLENZA SULLE DONNE



Dalla prostituzione alle percosse. Le tipologie di violenze perpetuate ai danni delle donne in ambito familiare sono innumerevoli. Stando al rapporto Unicef, le più diffuse sono:

Aborti selettivi. Nascere donna, per molte, è un marchio. Per altre non è nemmeno una possibilità. Un caso esemplare di questo fenomeno è la Cina. Il 12 per cento delle gravidanze che avrebbero comportato la nascita di una femmina, sono state interrotte. In India si contano indicativamente 10 mila casi di infanticidio femminile all'anno. Questo fenomeno ha portato a quello che è stato chiamato il "missing million". Ossia i milioni di donne che semplicemente non esistono. E sono tanti, ammontano circa a 60 milioni.

Abuso sessuale delle adolescenti. L'incesto è uno tra i più frequenti casi di violenza ai danni delle giovani donne. E' un fenomeno che non conosce confini. Secondo le analisi, tra il 40 e il 60 per cento dei casi di incesto, le vittime non hanno ancora raggiunto i 15 anni di età.

Prostituzione forzata. Anche il fenomeno della prostituzione forzata è diffuso ampiamente in molte aree del mondo. Paesi come il Senegal e la Nigeria si contraddistinguono per la pratica comune di inviare in Medio Oriente decine di migliaia di ragazzine destinate ai bordelli locali. In Sudafrica, come in Nepal, la prostituzione delle figlie è considerata una fonte di guadagno per la famiglia. In India è pratica comune "donare" le giovani donne a predicatori al fine di "servire il tempio".

Mutilazioni sessuali. E' stato calcolato che 130 milioni di donne nel mondo hanno subito l'orrenda pratica della mutilazione sessuale. L'infibulazione è un fenomeno tipico delle nazioni africane. E' ancora presente in 28 paesi e in molte comunità emigrate nei paesi occidentali. Annualmente, pare che circa due milioni di ragazzine poco più che bambine subiscano questa pratica. Le conseguenze sono: possibile morte, rischio di infertilità e sicuri traumi psicologici.
Matrimoni forzati. Il fenomeno del matrimonio forzato riguarda milioni di adolescenti. I limiti legali per essere dichiarata in età da matrimonio, sono spesso molto più bassi rispetto a quelli dei maschi.

Suicidi indotti. Non sono infrequenti i casi di suicidio forzato ai danni di donne anziane rimaste vedove. Le motivazioni? Economiche.

Deturpazioni con acido solforico. L'acido solforico è un'economica arma utilizzata per sfigurare e, a volte, uccidere una donna. E' una pratica frequente in Bangladesh, dove si registrano circa 200 casi all'anno. Le motivazioni che spingono un uomo ad adottare questo mezzo sono infinite: dal rifiuto di un corteggiamento, alla vendetta, al semplice desiderio di sottomettere un essere umano.

Percosse e violenze coniugali. Un fenomeno che non ha confini. Il 37 per cento delle donne che, negli Stati Uniti, si sono rivolte presso centri medici in seguito a una violenza, hanno dichiarato di essere state vittime dell'attuale o dell'ex partner. In Canada, il 29 per cento delle donne dichiara di essere stata picchiata almeno una volta dal coniuge.

Rischio Aids. Spesso, durante i rapporti sessuali, la donna non ha il permesso di richiedere l'utilizzo del preservativo al fine di tutelarsi. Il risultato sono circa 14 milioni di donne che hanno contratto il virus. E' incredibile poi la credenza in alcune regioni del Kenya e del Ghana, dove si pensa che un uomo affetto da Aids possa purificarsi se ha un rapporto con una vergine. Capita quindi che, al fine di liberarsi dalla malattia, non solo si ricorra alla violenza ai danni di bambine, ma si contribuisce alla diffusione del virus.

Stupro coniugale. Solo quindici nazioni nel mondo hanno iniziato a legiferare contro i casi di stupro coniugale. E' un fenomeno diffusissimo ovunque nel mondo e, spesso, non viene considerato tale. La costante condizione di sottomissione e di "appartenenza" al marito, fa sì che la donna non si ribelli nè consideri l'atto sessuale, fatto contro la sua volontà, come uno stupro.

Abusi psicologici. Anche questo é un fenomeno estremamente diffuso in moltissime nazioni. Consiste sostanzialmente negli atteggiamenti di intimidazione e di persecuzione del marito ai danni della donna al fine di creare dipendenza, isolamento, sottomissione.

Omicidi per "onore". Nelle nazioni come il Bangladesh, l'Egitto, la Giordania, il Libano, il Pakistan, accade che le donne vengano uccise per mantenere l'onore della famiglia. nel 1997 più di 300 donne sono state vittime di un fidanzamento sbagliato, di un caso di adulterio, di mancanza di verginità.

Omicidi per "dote". Sono oltre 5 mila le donne che, annualmente, vengono uccise perché la famiglia acquisita non ha rispettato i patti per il pagamento della dote.

29 aprile 2006

POSTA. Gli auguri di LETTERAPERTA al nuovo Parlamento ricordando gli impegni presi sulle donne

Riceviamo da Letteraperta un messaggio di auguri al nuovo Parlamento e alle neo-parlamentari ricordando gli impegni presi. Messaggio che condividiamo e che volentieri pubblichiamo


In fondo alla pagina pubblichiamo anche un invito di Daniela Brancati
per l'Associazione Roma Caput Mundi







Si è aperta la XV legislatura. Nel nuovoParlamento siederanno 40 senatrici e 78 deputate. Meglio del passato, anche se la rappresentanza femminile in Parlamento è ancora lontanadall’essere adeguata alla realtà. Le donne al Senato sono il 12,8% del totale e alla Camera il 12,3%. Le elettrici sono, invece il 54% dei votanti.
Per l’associazione LETTERAPERTA, che si batte per una reale rappresentanza femminile nelle istituzioni e nei processi decisionali, si tratta di un risultato positivo, viste anche le grandi difficoltà incontrate dalle donne in queste elezioni politiche 2006. Difficoltà dovute, principalmente, a una legge elettorale iniqua che ha demandato ai partiti l’assegnazione dei posti ‘sicuri’ nelle liste elettorali, e che ha privato i cittadini dello strumento della preferenza, che permetteva quanto meno di poter votare una donna.
LETTERAPERTA augura al nuovo Parlamento e al nuovo governo che presto si insedierà 5 anni di buon lavoro, ricordando che migliaia di donne si sono impegnate prima, durante e dopo le elezioni affinchè la presenza femminile nonvenga relegata in ruoli secondari. E ricordando che in tal senso si sono impegnati, per il nuovo Esecutivo, anche Franco Marini, Vannino Chiti,Francesco Ferrara, Luciana Sbarbati e Enrico Boselli, che come Associazione, abbiamo incontrato prima delle elezioni.
Aspettiamodunque fiduciose.
la Presidente, Daniela Brancati
la Portavoce, Mariangela Pani
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Carissimi, l'Associazione Roma Caput Mundi, che presiedo, in occasione delproprio decennale ha organizzato in collaborazione con il vicesindaco di Roma Mariapia Garavaglia, l'evento di cui allego l'invito. per festeggiare insieme a noi, ma anche per aderire allo scopo sociale dell'iniziativa, sperodi vedervi sia alla mostra, dove è possibile vedere i quadri, sia all'asta,dove è possibile acquistarli. Grazie, Daniela Brancati
Mostra: Roma, 4 maggio, ore 19,30
Centro Espositivo Dipartimento CAVEA
ingresso via Borghese (angolo via Ripetta)
Asta: Roma, 16 maggio, ore 19,30
Casa del Cinema - Sala Deluxe
L.go Marcello Mastroianni 1 (Villa Borghese)

28 aprile 2006

EVA CONTRO EVA



COSA NE PENSI?:

Sul Corriere della Sera di giovedi, 28 aprile 2006, e' apparso un articolo sulla rivolta in Francia di 143 socialiste "importanti" contro la collega Segolene Royal, in testa ai sondaggi per la corsa all'Eliseo. Con una sorta di lettera aperta-manifesto la attaccano perchè secondo loro l'eccessiva visibilità personale oscurerebbe la presenza delle donne nelle liste e il dibattito politico!!! Eppure è l'unico candidato in grado di contrastare il pericoloso ultra-conservatore Sarkozy già accreditato al 48-50 per cento!! Sotto l'articolo un commento di Maria Laura Rodotà dal significativo titolo: "L'odio autolesionista delle elites femminili".

Invece sul Magazine del Corriere della Sera del 16 marzo 2006, e' apparso un altro interessante articolo dal titolo: "L'hobby preferito dalle donne? Fare lo sgambetto alle altre donne (meglio ancora se amiche)". Una studiosa, autrice di diversi libri, Susan Shapiro Barash ha intervistato 500 colleghe per capire perchè su certi temi la solidarietà tra signore va (spesso) a farsi benedire, lasciando il posto ad invidie e guerre in rosa, da cui escono quasi sempre vincitori gli uomini.
Scrive tra l'altro Susan Shapiro: "Quando ho iniziato a redigere i miei dati, mi sono resa conto di quanto effettivamente fosse diffuso il pro­blema. Oltre il 90% di donne di diversi ceti sociali afferma che l'invidia e la gelosia nei confronti di altre donne ravviva la loro vita. L'80% sostiene di provare gelosia per altre donne sin dalle scuo­le elementari. Il 90% dice che la competizio­ne sul posto di lavoro avviene principalmen­te tra donne, piuttosto che tra donne e uomi­ni. Oltre il 65% ha affermato di essere gelosa della loro migliore amica o della sorella. A ol­tre il 70% era familiare il concetto di donne che portano via il marito, l'amante, il ragazzo o il lavoro all'amica. Il 40% ha riferito di essersi vista portar via da un'amica il marito, l'amante, il ragazzo o il lavoro. Il 25% ha di­chiarato di aver portato via a un'amica il ma­rito, l'amante, il ragazzo o il lavoro."
Ci piacerebbe conoscere il tuo parere intellettuale, morale o sociale....quello vero che nasce dal cuore. In fondo al post c'é lo spazio del commento..... puoi firmarlo o lasciarlo anonimo...... MA E' GIUNTO IL MOMENTO DI PARLARE APERTAMENTE DI QUESTO STATO D'ANIMO O "MALE OSCURO" .... che tanto ci limita!!! Forse capendo ....possiamo cominciare a superarlo o a viverlo pienamente se ci sembra utile.....

27 aprile 2006

PAROLA D'ORDINE: "PIU' DONNE NEL SINDACATO USIGRAI...AI VERTICI E NELLE COMMISSIONI"





di Iva Testa
Giovanna pone un problema: una paritetica dove la visibilità delle colleghe sia forte, per ottenere risultati concreti sulla vertenza rosa di maggio.

Credo che abbia molta ragione perchè il terreno delle donne è difficile e allora essere tante può essere utile. Credo però che con la vertenza di maggio inizi soltanto il nostro percorso. Riequilibrare la rappresentanza delle donne in RAI sarà frutto di un cammino lungo e denso di ostacoli. La politica, che domina la nostra Azienda, è maschile e lo resterà anche con il prossimo governo. Dobbiamo allora rinforzare la presenza delle donne nel nostro sindacato. Sarà importante il prossimo congresso. Lì dovremo essere capaci di eleggere donne in Esecutivo, nelle commissioni statutarie, e comporre una bella commissione pari opportunità che ha alle spalle molte delegate. E poi lavorare in modo specifico su questo terreno, attente alle leggi e all'Europa. Il percorso del riequilibrio della rappresentanza deve necessariamente partire dal nostro sindacato, espressione per tutti noi, di autonomia e democrazia.

Diventa di conseguenza importante il prossimo congresso Usigrai e questi mesi che ci separano dal congresso possono servire per impostare finalmente con forza e chiarezza un percorso rosa, visibile e operativo.

A questo proposito può essere interessante ripercorrere il nostro cammino in Rai. Si tratta di un cammino visto attraverso i miei occhi, quelli di una donna approdata nell'Azienda a 33 anni, dopo un'attesa di sei, naturalmente disposta a collocarsi nel sindacato che aveva sbloccato la vertenza per l'assunzione. Entrai nel coordinamento delle giornaliste RAI, organismo autonomo e di genere che già verso la fine degli anni ’80 poneva la questione della rappresentanza.. Nel 90, al congresso di Trento dell'Usigrai fui eletta nell'esecutivo assieme alla collega Grazia Gaspari grazie alle giornaliste e alla loro pressione. Un'esperienza sicuramente emozionante.

Poi entrai a far parte nella Commissione pari opportunità Rai, composta da una delegazione sindacale e una aziendale. Durante il rinnovo del contratto integrativo, portammo a casa il quarto mese di congedo per la maternità. Uniche nel panorama giornalistico...

Da allora ad oggi è passato qualche anno..Ma la ribellione alle ingiustizie è rimasta.. Le giornaliste in un documento inviato ai vertici dell’Azienda, chiedono il 50 per cento di tutti i posti di comando. Io sono una di loro, di nuovo con la voglia di combattere. Mi sono candidata nell' esecutivo del prossimo congresso del nostro sindacato. La parola d'ordine è: “donne in esecutivo, nelle commissioni statutarie, nella commissione pari opportunità”...

Riprendiamo il percorso con più grinta perchè possiamo farcela solo insieme, tante, collegate alle donne di Lettera aperta, della Casa delle donne, dei sindacati, di tutti i luoghi dove è possibile stringersi la mano....