24 agosto 2006

CHI SEMINA.....CHI RACCOGLIE? ANGELO FRAMMARTINO MORTO A GERUSALEMME PER MANO DI UNO DEI TANTI PALESTINESI CHE LUI AMAVA










Seguendo il ragionamento del post precedente, prendiamo il passo dei frutti e dell'albero tratto dal Vangelo di Matteo: "Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro son lupi rapaci. Dai loro frutti li riconoscerete. Si raccoglie forse uva dalle spine, o fichi dai rovi? Così ogni albero buono produce frutti buoni e ogni albero cattivo produce frutti cattivi; un albero buono non può produrre frutti cattivi, né un albero cattivo produrre frutti buoni. Ogni albero che non produce frutti buoni viene tagliato e gettato nel fuoco. Dai loro frutti dunque li potrete riconoscere".

Siccome siamo tutti un po' santi e un po' profeti, ecco allora la storia assurda di Angelo Frammartino. Ecco ciò che ha seminato questo ragazzo. Ci sono molti Blog in rete, io ho raccolto solo qualche frammento

Una possibilità già c’è: la NON-VIOLENZA.
di Angelo Frammartino

Pratica alta del confronto, un qualcosa d’opposto alla passività e alla rassegnazione, valorizzazione del diverso, sorella-gemella del dialogo attento ed interessato…..In primo luogo nell’aspetto comunicativo, bandendo registri linguistici che rimandino a campi semantici di tipo militarizzante (ex: nemici, schieramento, battaglie,..), e poi in quello delle nostre relazioni quotidiane, con ci sta accanto ma non conosciamo. Liberiamoci dalle contaminazioni delle violente brutture che diventano parte di noi.
Compagne/i, è vero o no che un nostro limite è la grande entità d’abisso tra i nostri valori generali e le nostre pratiche?!?
Dobbiamo riconoscere che la N-V è un lusso per molti angoli del mondo, ma infatti non chiedo di abrogare la legittima difesa, mai(!) mi sognerei di criticare la Resistenza, il sangue del pueblo vietnamita, la riscossa dei popoli colonizzati, le fionde dei ragazzi palestinesi nella prima intifada dinnanzi a carri armati.
La violenza che c’è nel mondo non ce ne consente altra direbbe il Segretario; pace adesso. La NON-VIOLENZA, come il comunismo, è ad un tempo una finalità, una metodologia, un percorso. Il comunismo, come la N-V, si può esprimere almeno in 1000 ed 1 modi come le fiabe ambientate nella magica Bagdad, oggi sconvolta nelle lacrime….”


Ciao Angelo, testimone di pace
di Massimiliano C. http://desus.it
La notizia è di quelle che ti strappa il cuore e ti fa sentire male, ti fa mancare il respiro e fa montare la rabbia. Angelo Frammartino è morto, ucciso dalla guerra e dalla stupidità umana. Può un volontario, un ragazzo amante della pace e della non-violenza, essere ucciso? Ha un senso tutto questo?Ma sopratutto, è giusto? Massimiliano C


Le conseguenze dell’odio
di David Guetta
http://www.davidguetta.it

Mi vergogno di quello che ho pensato. Sì, mi vergogno perchè non esiste nella vita dolore più grande del perdere un figlio. E’ intollerabile solo pensarla una cosa del genere: non è nella logica umana ed in fondo, a parziale sostegno della tesi sull’insostenibilità della sofferenza, non siamo neanche stati biologicamente preparati per tale evenienza.
Per questo è allucinante quello che ho pensato di istinto quando ho letto le parole di perdono del padre di Angelo Frammartino verso colui che gli ha ammazzato il figlio “perché sentiva il bisogno di uccidere un ebreo” ed invece ha sbagliato persona.
Ho pensato: “ma se la mattanza verso suo figlio l’avesse compiuta un israeliano queste parole così dolci e così crudeli ci sarebbero state lo stesso?” E’ chiaro che in quel momento così buio del mio intelletto è uscita fuori tutta la mia estrazione ebraica. Eccole qui le conseguenze dell’odio ormai quasi secolare che divide i figli di Abramo.Se anche uno laico come me, che da trent’anni crede nella costituzione dello Stato Palestinese, che da decenni non condivide la politica di Israele, cade in queste bassezze.

Angelo Addio
di Erica http://www.casacenina.com/erika_blog

..Era Ferragosto ed era un giorno di festa , come Natale o Pasqua… ma x Angelo Frammartino, il volontario di Monterotondo ucciso a Gerusalemme con una coltellata da uno sconosciuto la scorsa settimana, è stato un addio da chi gli voleva bene
La bandiera della pace , che ha avvolto la sua bara ,al ritorno in Italia e nel Duomo della sua città dove alle 16 si è svolto il suo funerale, era il simbolo che accompagnava la sua giovane vita , una vita semplice e normale dedicata alla pace ed alla fratellanza , che lo aveva portato in Israele insieme ad altri giovani x un campo di lavoro, di amicizia e di aiuto ai bambini palestinesi, un momento di pace e amore contro la guerra e l’odio …
L’altro giorno, nel punto dove è stato ucciso il giovane volontario italiano , una mesta folla di un centinaio di palestinesi e cooperanti italiani e stranieri si è raccolta per una veglia di preghiera. I presenti hanno acceso candeline, che hanno deposto ai piedi dell’ albero nel punto in cui Angelo è stato assassinato ….. tra la porta di Damasco e la porta di Erode, lungo le mura ottomane della Città Vecchia.
Lui non c’è più ma auguriamoci che tanti altri giovani diano le loro energie e la loro disponibilità x missioni di pace e di aiuto ovunque ci siano sofferenza ed odio e tanto bisogno di assistenza e di amicizia xchè è solo con la pace e la democrazia che il mondo può e deve continuare a vivere ….
Un addio ad Angelo, che nel silenzio di Ferragosto, se ne è andato in punta di piedi , senza clamori, senza medaglie, lasciando un grande vuoto in chi lo conosceva, in chi lo amava, in chi era stato aiutato dal suo sorriso e dal suo affetto !








22 agosto 2006

CHI SEMINA......CHI RACCOGLIE?












di Grazia Gaspari

Questo agosto caldo e tumultuoso mi induce in riflessioni. Dopo l’uccisione della giovane Hina da parte del padre perche’ non era una brava musulmana, l’accoltellamento di Angelo Frammartino a Gerusalemme perche’ un suo coetaneo palestinese voleva uccidere un ebreo, la guerra nel paese dei cedri, i morti ammazzati in Iraq perche’ sono sciiti o perche’ sono sunniti….ecc. ecc.
da giorni mi tormenta una domanda. Come mai dal Bene Assoluto, dall’Amore per eccellenza puo’ nascere tanto male…tanto odio? Possibile che ancora oggi esistano guerre, odi di religione? Tutti sostengono che bisogna evitare scontri di cultura......ma gratta, gratta .....ecco che la cultura, la religione di appartenenza viene fuori. Certo dietro ad ogni azione c'è sempre un interesse materiale....individuale, di gruppo, nazionale. Ma perchè rispolverare le vecchie insegne religiose? Dopo la Rivoluzione Francese e l'Illuminismo, in Occidente, l'argomento è stato fortemente depotenziato, il laico è subentrato al religioso.

Invece, ecco che mai come in questi ultimi anni si è tornati a parlare di Dio e di religioni. Cosi stiamo stati costretti a constatare che, nonostante l'uomo vada nello spazio, si conosca il DNA, si misuri la "materia nera", eccetera, poco o nulla é cambiato a livello dei perforati profondi dell'uomo. Ognuno ha la sua Verità e in tale Verità resta. Come ai tempi di Galileo….non si guarda nel cannocchiale!!! Prendiamo la chiesa cattolica, predica l’unione delle religioni monoteistiche, ma poi sostiene che l’unico Salvatore è Cristo! L’Islam rispetta Gesù perché il Corano lo rispetta, ma una chiesa cristiana non puo’ sorgere in territorio musulmano!!! In alcuni paesi non si possono nemmeno portare croci al collo. Tra sunniti e sciiti, musulmani ambedue, scorre il sangue da sempre…..i 12 Imam furono tutti uccisi dai vari califfi…..fino a che l’ultimo, il Madi decise di scomparire. Per non parlare dell’odio dei wahhabiti contro tutto e tutti(sottocorrente dell’Islam, cui appartiene Bin Laden, che predica un ritorno alla religione delle origini con la cancellazione di tutte le innovazioni apportare nel corso del tempo)!!!

Allora mi chiedo perchè il mio Dio non può coestire con il tuo? Perchè Dio ama solo me e non te? Possibile che Dio a qualcuno dica il vero e ad altri il falso? Che induca alcuni a bene agire e ad altri dia delle "storte"? Anni fa andai a Londra per un'inchiesta su un presuto ritorno del Messia.... (tutte le religioni ne parlano) che avrebbe aperto un'era di pace e di progresso per l'intera umanità e che tutti, aldilà delle varie fedi, avrebbero riconosciuto e seguito. Non trovai il nuovo Messia, ma girando per gruppi religiosi, chiese, templi e moschee mi trovai a pregare in tutti i vari luoghi di culto. Nella chiesa anglicana, in quella cattolica, nella povera moschea di Break Lane..... sentivo che Dio era in tutti quei luoghi...... Lo puoi chiamare Allah, Gesù, Javè, Chrisna, Budda, Dio è sempre Dio....Conosce tutte le lingue, ha un forte senso dell'humor e si lascia raffigurare come si vuole.......Lui è oltre, molto, molto oltre.........Per Uno da cui ha avuto origine il tutto, visibile ed invisibile, le nostre diatribe diventano pensieri di bambini.....

Eppure questi bambini sanno farsi molto male. E la responsabilità maggiore sta proprio in chi si dice più grande, più sapiente, più informato e poi grazie a questo anzichè unire, divide. Parlo dei preti, di tutti i preti, di tutte le religioni. Dovrebbe essere compito loro "amare il prossimo come se stessi"..... e invece eccoli lì....chi con l'abito bianco, chi con il nero turbante, chi con la barba lunga....chi con i ricciolini ......che indottrinano .... e sotto sotto, con accenti e toni diversi, si comportano come il lupo di Cappuccetto Rosso.

Benedetto XVI va in un campo di sterminio nazista e dice: "Dio perchè hai taciuto"!!! Perchè non parlò la Chiesa Cattolica che dice sempre la sua? ......In compenso il papa tedesco, per non lasciare ancora una volta Dio in silenzio, condanna l'attacco israeliano in Libano.

Il fatto è, secondo il mio modestissimo parere, che le chiese sono diventate come i partiti politici. Curano il proprio gregge..... che poi..... in un modo o nell'altro finisce per essere scannato!

Il discorso è lungo.....Le risposta difficile. Una, anche se parziale, l'ho trovata in un libro del Prof. Baharam Elahi (ricercatore da oltre quarant’anni di studi sull’etica e la spiritualita’, in linea con il pensiero di suo padre, Ostad Elahi
www.ostadelahi.org ): “Quando il livello spirituale della religione è occultato dal livello rituale – scrive il Prof. Elahi ne “La Via della Perfezione” Ubaldini - la religione di Dio si degrada e si trasforma in “religione degli uomini”. I discorsi divergono e appaiono la discordia e l’intolleranza. La religione si suddivide allora in diverse confessioni, a loro volta suddivise in varie branche e tendenze che comportano infinite divergenze e lacerazioni fra gli uomini. La maggior parte delle volte è l’uso della religione a fini materiali – qualunque ne sia la forma – ad essere l’origine del suo snaturamento. Uno dei segni di una religione divina trasformata in religione degli uomini, è che i suoi sostenitori pensano che solo la loro confessione possa portare alla salvezza…..”

Ma esiste una Vera Religione? E se esiste dove trovarla?

Credo che ciascuno debba cominciare dal proprio cuore e valutare ciò che incontra con la propria testa..... Deve porsi mille domande e mille perchè poi chiedere aiuto a Dio.... affinchè renda chiaro il suo pensiero......e il suo cammino

14 agosto 2006

HINA...una ragazza che come me amava i Beatles e i Rolling Stone





Pensieri di Ferragosto. Rosanna Oliva pensa al Libano, alle distruzioni e ai mali della guerra. Io penso a Hina, ragazza pakistana, sgozzata, avvolta in un lenzuolo bianco, la testa rivolta alla Mecca, sepolta a 20 anni, dietro la casa dove viveva con i genitori e i numerosi fratelli in un paesino vicino Brescia. Cosi' penso all'intolleranza religiosa e ai mali ben piu' devastanti provocati da chi manipola le religioni per governare gli uomini, trasformarli in utili idioti o in iene assetate di sangue o in burattini criminali.

Uno degli affetti piu' forti e' quello dei genitori verso i figli. Nel caso di Hina non si puo' ancora accusare nessuno, ma gli indizi sembrano avere uno sfondo religioso da cui emerge un padre, integralista.

Mi chiedo allora quale Dio possa mai armare la mano di un padre contro un figlio qualora il figlio non rispetti la religione o Dio stesso? Non compare in nessun testo sacro. Dai Vangeli al Corano al Talmud ai Veda, Dio e' espressione di misericordia, di comprensione, d'amore perche' l'uomo, come un bimbo, e' su questa terra per imparare e per migliorare.

E' sempre l'interpretazione degli uomini che attribuisce a Dio le cose piu' disparate!!! In particolare, e' l'interpretazione interessata di quegli uomini che si autoproclamano detentori del messaggio divino e che passano per "sapienti", ad iniettare veleni di vario tipo facendo breccia sull'ignoranza religiosa dei piu'.....

Quanti hanno letto i Vangeli, quanti hanno letto il Corano? Quanto ci hanno riflettuto su? Quanto hanno confrontato cio' che vi e' scritto con quello che dicono i vari predicatori religiosi?

Se poi al veleno dell'ignoranza si aggiunge il veleno del fanatismo....la miscela e' esplosiva. Lo vediamo nella cronaca e nella storia di questi anni. Le guerre, il terrorismo, l'odio

Voltaire, nel suo Dizionario Filosofico scriveva: "Il fanatismo sta alla superstizione come il delirio alla febbre, come le furie alla collera. Chi ha delle estasi, delle visioni, chi scambia i sogni per la realtà, e le immaginazioni per profezie, è un entusiasta; chi sostiene la propria follia con l'omicidio è un fanatico...... Una volta che il fanatismo ha incancrenito il cervello, la malattia è quasi incurabile...... Di solito sono le canaglie a guidare i fanatici e a mettere loro in mano il pugnale!!!

Mi chiedo allora, qualora fosse stato proprio il padre ad uccidere Hina, chi abbia armato la sua mano...? Chi arma la mano di tanti spargitori di sangue proprio e altrui? NO....NON DIO!!!

Vi consiglio di leggere oltre alla voce sul Fanatismo, quella sulla tolleranza. Anzi ve la riporto........e' un po' lunga ma vale la pena!!!



Dal Dizionario Filosofico
TOLLERANZA

I
Che cos'è la tolleranza? È la prerogativa dell'umanità. Siamo tutti impastati di debolezze e di errori: perdoniamoci reciprocamente i nostri torti, è la prima legge di natura.
Alla Borsa di Amsterdam, di Londra, di Surat, o di Bassora, il ghebro, il baniano, l'ebreo, il musulmano, il deicola cinese, il bramino, il cristiano greco, il cristiano romano, il cristiano protestante, il cristiano quacchero trafficano insieme; nessuno di loro leverà il pugnale contro un altro per guadagnare anime alla propria religione. Perché, allora, ci siamo scannati a vicenda quasi senza interruzione, dal primo concilio di Nicea in poi?
Costantino cominciò col promulgare un editto che permetteva tutte le religioni, e finì col perseguitarle. Prima di lui si era combattuto contro i cristiani solo perché cominciavano a costituire un partito nello Stato. I romani permettevano tutti i culti, perfino quelli degli ebrei e degli egiziani, per i quali provavano tanto disprezzo. Perché Roma li tollerava? Perché né gli egiziani, né gli stessi giudei, cercavano di distruggere l'antica religione dell'Impero; non correvano per le terre e per i mari a far proseliti: pensavano solo a far quattrini. Mentre è incontestabile che i cristiani volevano che la loro fosse la religione dominante. Gli ebrei non volevano che la statua di Giove stesse a Gerusalemme; ma i cristiani non volevano ch'essa stesse in Campidoglio. San Tommaso ha il coraggio di confessare che, se i cristiani non detronizzarono gli imperatori, fu solo perché non ci riuscirono. Convinti che tutta la terra dovesse essere cristiana, erano, dunque, necessariamente nemici di tutta la terra, finché questa non fosse convertita.
Erano inoltre nemici gli uni degli altri su tutti i punti controversi della loro religione. Bisogna, anzitutto, considerare Gesù Cristo come Dio? Coloro che lo negano vengono anatemizzati sotto il nome di ebioniti, i quali a loro volta anatemizzano gli adoratori di Gesù.
Alcuni vogliono che tutti i beni siano in comune, come si sostiene che lo fossero al tempo degli apostoli? I loro avversari li chiamano «nicolaiti», e li accusano dei più infami delitti. Altri tendono a una devozione mistica? Vengono chiamati «gnostici» e ci si scaglia contro di loro con furore. Marcione disputa sulla Trinità? Lo si tratta da idolatra.
Tertulliano, Prassea, Origene, Novato, Novaziano, Sabellio, Donato, sono tutti perseguitati dai loro fratelli, prima di Costantino; e appena questi ha fatto trionfare la religione cristiana, gli atanasiani e gli stessi eusebiani si massacrano a vicenda; e, da allora sino ad oggi, la Chiesa cristiana s'è inondata di sangue.
Il popolo ebreo era, lo ammetto, un popolo assai barbaro. Scannava senza pietà tutti gli abitanti di uno sventurato piccolo paese, sul quale non aveva più diritti di quanti ne abbia oggi su Parigi e su Londra. Tuttavia, quando Naaman guarì dalla lebbra per essersi immerso sette volte nel Giordano; quando, per testimoniare la sua gratitudine a Eliseo, che gli aveva insegnato quel segreto, gli disse che avrebbe adorato per riconoscenza il Dio degli ebrei, riservandosi però la libertà di adorare anche il Dio del suo re e ne chiese il permesso a Eliseo, il profeta non esitò a concederglielo. Gli ebrei adoravano il loro Dio, ma non si meravigliavano del fatto che ogni popolo adorasse il proprio. Trovavano giusto che Chemosh avesse concesso un certo distretto ai moabiti, purché Dio ne concedesse uno anche a loro. Giacobbe non esitò a sposare le figlie di un idolatra. Labano aveva il suo Dio, come Giacobbe aveva il suo. Ecco degli esempi di tolleranza presso il popolo più intollerante e crudele dell'antichità: noi lo abbiamo imitato nei suoi assurdi furori, e non nella sua indulgenza.
È chiaro che chiunque perseguiti un uomo, suo fratello, perché questi non è della sua opinione, è un mostro. Questo è indiscutibile. Ma il governo, i magistrati, i principi, come si comporteranno con coloro che professano un culto diverso dal loro? Se sono stranieri potenti, è certo che un principe farà alleanza con loro. Il cristianissimo Francesco I, si alleerà con i musulmani contro Carlo V re cristianissimo. Francesco I darà denaro ai luterani di Germania per sostenerli nella loro rivolta contro l'imperatore, ma comincerà, secondo l'uso, col far bruciare i luterani che sono nel suo regno: li finanzia in Sassonia per ragioni politiche; li brucia, per le stesse ragioni, a Parigi. E cosa succederà? Le persecuzioni fanno proseliti; e ben presto la Francia sarà piena di nuovi protestanti. Dapprima, essi si lasceranno impiccare; poi impiccheranno a loro volta. Ci saranno guerre civili, poi verrà la notte di san Bartolomeo; e questo angolo del mondo sarà peggio di tutto quanto gli antichi e i moderni dissero dell'inferno.
Insensati, che non avete mai saputo adorare con purezza di cuore il Dio che vi creò! Sciagurati, che non avete imparato niente dall'esempio dei noachidi, dei cinesi, dei parsi e di tutti i saggi. Mostri, che avete bisogno di superstizioni, come il becco dei corvi ha bisogno di carogne! Vi è già stato detto, e non c'è altro da dirvi: se nella vostra patria ci sono due religioni, gli uomini si scanneranno a vicenda; se ce ne sono trenta, vivranno in pace. Guardate il Gran Turco: egli governa dei ghebri, dei baniani, dei cristiani greci, dei nestoriani e dei romani. Il primo che tenta di provocare un tumulto viene impalato, e tutti vivono tranquilli.
II
Di tutte le religioni, la cristiana è senza dubbio quella che dovrebbe ispirare maggiore tolleranza, sebbene, sino ad oggi, i cristiani si sian mostrati i più intolleranti degli uomini.
Gesù, che si degnò di nascere nella povertà e nell'umiltà, come i suoi fratelli, non si degnò mai di praticare l'arte dello scrivere. Gli ebrei avevano una legge scritta fin nei minimi dettagli, e noi non possediamo una sola riga di mano di Gesù. Gli apostoli si divisero su parecchi punti: san Pietro e san Barnaba mangiavano carni proibite con i neocristiani stranieri e se ne astenevano con i cristiani ebrei; san Paolo rimproverò loro tale condotta; questo stesso Paolo, fariseo (discepolo del fariseo Gamaliele che aveva perseguitato con furore i cristiani), rompendo poi con Gamaliele, si fece a sua volta cristiano, e, più tardi, al tempo del suo apostolato, si recò a sacrificare nel tempio di Gerusalemme. Osservò pubblicamente per otto giorni tutte le cerimonie della legge giudaica, cui aveva rinunziato; vi aggiunse, anzi, devozioni e purificazioni: insomma «giudaizzò» in tutto e per tutto. Il più grande apostolo cristiano compì per otto giorni le stesse cose per cui oggi gran parte dei popoli cristiani condannano gli uomini al rogo.
Teuda, Giuda si eran detti «Messia», prima della venuta di Gesù. Dositeo, Simone, Menandro si dissero tali dopo Gesù. Sin dal primo secolo della Chiesa, prima ancora che fosse conosciuto il nome di «cristiano», c'erano già una ventina di sette in Giudea.
Gli gnostici contemplativi, i dositeani, i cerinzi esistevano già prima che i discepoli di Gesù avessero preso il nome di «cristiani». Ci furono ben presto trenta Vangeli, ognuno dei quali apparteneva a una diversa comunità; e sin dalla fine del I secolo si possono contare trenta sette di cristiani in Asia Minore, in Siria, in Alessandria ed anche in Roma.
Tutte queste sette, disprezzate dal governo romano e nascoste nell'oscurità, si perseguitavano tuttavia le une contro le altre nei sotteranei in cui strisciavano, scagliandosi ingiurie; era tutto quello che potevano fare, nella loro abiezione: erano quasi tutte composte dalla feccia del popolo.
Quando, infine, alcuni cristiani ebbero accolto i dogmi di Platone e mescolato un po' di filosofia alla loro religione, che separarono da quella ebraica, diventarono a poco a poco più rispettabili, ma sempre divisi in tante sette, senza che arrivasse mai un solo momento in cui la Chiesa cristiana fosse unita. Essa ebbe origine in mezzo alle divisioni degli ebrei, dei samaritani, dei farisei, dei sadducei, degli esseni, dei giudaiti, dei discepoli di Giovanni, dei terapeuti. Fu divisa fin dalla culla, lo fu perfino durante le persecuzioni che ebbe a patire talvolta sotto i primi imperatori. Spesso il martire era considerato un apostata dai suoi confratelli, e il cristiano carpocraziano moriva sotto la scure del boia romano, scomunicato dal cristiano ebionita, il quale era a sua volta anatemizzato dal sabelliano.
Questa orribile discordia, che dura da tanti secoli, è una grande lezione che dovrebbe spingere a perdonarci l'un l'altro i nostri errori: la discordia è la piaga mortale del genere umano, e la tolleranza ne è il solo rimedio.
Non c'è nessuno che non convenga su questa verità, sia che mediti a sangue freddo nel suo studio, sia che esamini pacatamente la questione con i suoi amici. Perché allora quegli stessi uomini che, in privato, ammettono l'indulgenza, la benevolenza, la giustizia, insorgono in pubblico con tanto furore contro queste virtù? Perché? Perché l'interesse è il loro dio e così sacrificano tutto a questo mostro che adorano.
«Io posseggo una dignità e una potenza, attribuitemi dall'ignoranza e dalla credulità: cammino sulle teste degli uomini prosternati ai miei piedi: se essi si sollevano da terra e mi guardano in faccia, sono perduto; bisogna dunque che li tenga giù con catene di ferro.»
Così han ragionato uomini resi potentissimi da secoli di fanatismo. Essi hanno sotto di loro altri potenti, e costoro ne hanno altri ancora, e tutti si arricchiscono con le spoglie del povero, si ingrassano col suo sangue, e ridono della sua imbecillità. Essi detestano tutti la tolleranza, come i faziosi arricchitisi a spese della collettività hanno paura di rendere i conti e, come i tiranni, temono la parola «libertà». E per colmo, assoldano dei fanatici che urlano: «Rispettate le assurdità del mio padrone, tremate pagate e tacete!»
Fu così che ci si comportò per lungo tempo in gran parte del mondo. Ma oggi, che tante sette si bilanciano con i loro poteri, quale partito prendere nei loro confronti? Ogni setta, come si sa, è sinonimo di errore: non ci sono sette di geometri, di algebrici, di matematici, perché tutte le proposizioni della geometria, dell'algebra e dell'aritmetica sono vere. In tutte le altre scienze si può sbagliare. Ma quale teologo tomista o scotista oserebbe affermare seriamente di essere sicuro del fatto suo?
Se c'è una setta che ricordi i tempi dei primi cristiani, essa è senza dubbio quella dei quaccheri. Nessun'altra somiglia di più alla comunità degli apostoli. Gli apostoli ricevevano lo Spirito, e i quaccheri anche. Gli apostoli e i loro discepoli parlavano a tre o quattro per volta nelle loro assemblee, che si tenevano al terzo piano, e i quaccheri fanno lo stesso a pianterreno. Alle donne era permesso, secondo san Paolo, di predicare, e, sempre secondo lo stesso santo, era loro proibito; le quacchere predicano in virtù della prima concessione.
Gli apostoli e i loro discepoli giuravano con un «sì» o con un «no»; e i quaccheri giurano allo stesso modo.
Nessun segno di distinzione addosso, nessun modo di vestire diverso fra i discepoli e gli apostoli; e i quaccheri hanno maniche senza bottoni e son tutti vestiti alla stessa maniera.
Gesù Cristo non battezzò nessuno dei suoi apostoli; i quaccheri non sono battezzati.
Sarebbe facile spingere più lontano questo parallelo; e ancora più facile mostrare quanto la religione cristiana dei nostri giorni differisca dalla religione che Gesù praticò. Gesù era ebreo, e noi non siamo ebrei; Gesù si asteneva dalla carne di maiale, animale immondo, e dalla carne di coniglio, perché esso rumina e non ha l'unghia fessa; noi mangiamo sfacciatamente il maiale perché per noi non è immondo, e mangiamo il coniglio, che ha l'unghia fessa e non rumina. Gesù era circonciso, e noi conserviamo intatto il nostro prepuzio. Gesù mangiava l'agnello pasquale con la lattuga, celebrava la festa dei tabernacoli, e noi non lo facciamo. Osservava il sabato, e noi lo abbiamo cambiato; sacrificava, e noi non sacrifichiamo più.
Gesù nascose sempre il mistero della sua incarnazione e della sua dignità: non disse mai di essere uguale a Dio, e san Paolo dice apertamente nella sua Epistola agli Ebrei che Dio creò Gesù inferiore agli angeli; ma, nonostante tutte le affermazioni di san Paolo, Gesù fu riconosciuto Dio al concilio di Nicea.
Gesù non regalò al papa né la marca di Ancona, né il ducato di Spoleto; e tuttavia il papa li possiede per diritto divino.
Gesù non fece un sacramento né del matrimonio né del diaconato; eppure, per noi, il diaconato e il matrimonio sono sacramenti.
Se l'esaminiamo a fondo, la religione cattolica, apostolica e romana è, in tutte le sue cerimonie e in tutti i suoi dogmi, l'opposto di quella di Gesù.
E con questo? Dovremmo forse tutti giudaizzare, perché Gesù giudaizzò per tutta la vita?
Se, in fatto di religione, fosse permesso di ragionare in modo coerente, è chiaro che dovremmo farci tutti ebrei, perché Gesù Cristo, nostro salvatore, nacque ebreo, visse ebreo, morì ebreo e disse chiaramente di essere venuto per compiere e adempiere la religione ebraica. Ma è più chiaro ancora che noi dobbiamo tollerarci a vicenda, perché siamo tutti deboli, incoerenti, soggetti all'incostanza e all'errore. Un giunco piegato dal vento nel fango dirà forse al giunco vicino, piegato in senso contrario: «Striscia come me, miserabile, o presenterò un'istanza perché ti si strappi dalla terra e ti si bruci»?

13 agosto 2006

PENSIERI DI FERRAGOSTO




di Rosanna Oliva




Anche io, come tanti, sono angosciata per le distruzioni in Libano,che ho visitato da turista nel settembre scorso e dove ho visto con i miei occhi come la gente convive e accoglie con cortesia gli stranieri, senza divisioni etniche e religiose. Purtroppo i poteri forti che strumentalizzano la povera gente col fanatismo religioso e col denaro traggono profitto proprio dalle stragi di innocenti e di patrimoni naturali e storici ineguagliabili. Che tristezza!

Se vuoi leggere la cronaca del viaggio di cui sopra vai su http://www.associazionearcheologicaromana.it/Aar_viaggi.htm

26 luglio 2006

Riflessioni e una misteriosa poesia caduta dal cielo


Abbiamo ricevuto da Giovanna Rossiello, amica e collega del TG1, alcune riflessioni sparse durante una passeggiata al parco. Comincio ad inserire il post, poi costretta a lasciare, lo salvo come bozza. Ci torno il giorno dopo e cosa trovo? Una poesia in inglese nel bel mezzo dello scritto. Parla del cielo e sembra proprio caduta dal cielo. E' firmata: Charles Abshire. Comincia allora una forsennata ricerca nel web di questo signore. Finisco così tra i caduti a Pearl Harbor e tra quelli caduti nel corso di una vita normale. Mi chiedo...possibile che sia una poesia che viene da un'altra dimensione? Essendo, come amo definirmi, una studiosa dello spirito, nulla mi sembra increbile......In realtà, scorpro che si tratta di una poesia di un blogger americano. Come siano finiti i suoi versi tra i pensieri di Giovanna non so....forse è un hacker e sa entrare negli spazi altrui.....forse è stato solo uno scherzo informatico o del destino!!! Comunque siccome è accaduto e siccome la sua poesia ha un qualche trasalito d'immenso, la riporto nella sua lingua originale e poi tradotta in italiano, non bene ovviamente (è difficile cogliere il senso di un pensiero scritto o parlato, figuriamoci di una poesia) da me.

"Passeggiatina all'alba oggi. Porto il cane al Cimitero dei Fancesi sulla Camilluccia. Erano le sette e un quarto, non c'era nessuno, neanche gli elicotteri per il vertice. Mi sono chiesta : ma è prudente fare il giro del parco da sola? A quest'ora, mentre tutti dormono o sono in ferie?

Dal nulla spuntano due uomini a cavallo, nella penombra. Mi ricordano i princi di fanciullesca memoria. Erano due carabinieri .....belli, inappuntabili, sorridenti e gentili. Siccome amo i cavalli, mi sono fermata a parlare con loro. Così ho potuto accerezzare....i cavalli!!! Ne ho uno anche io , lo tengo nella Tuscia. Wiston Curchill diceva che un'ora passata a cavallo non è mai un'ora persa. Ho fatto un secondo giro del parco, amo gli anelli, il giro completo del parco e poi esco e trovo altri due carabinieri. Magnifico! Che sorveglianza! Mi sono sentita in un paese civile , in una città amica che mi proteggeva. Peccato che accada solo quando ci sono incontri internazionali ad alto livello. Vi sentite protette quando d'estate rimanete sole in città?

A luglio in Sardegna ho scoperto per caso un piccolo paese, Castedias, il cui centro storico è formato da un carcere. Un grande carcere di fine ottocento costruito dagli stessi carcerati. Tante celle, tante storie. Mi ha commosso quella di un ragazzo di 22 anni, povero povero, che aveva rubato due mucche e per questo condannato a 2 anni. Un anno a mucca! Ma questo carcere consentiva anche ai reclusi che non avevano commesso reati gravi, di adottare, se volevano uno dei bambini abbandonati in istituto. Come cambiano i tempi. Oggi almeno a Roma, nella XX circoscrizione, è impossibile prendersi cura dei bambini che stanno in istituto. Troppa burocrazia, troppe ipocrisie...Stiamo seppellendo sotto fogli e timbri i rapporti umani. Allora che senso ha chiedere denaro per i bambini bisognosi, se poi non ci si può nenache avvicinare a loro? E non parliamo di adozioni e /o affidi. Ipocrisie....intanto raccontiamo che in Africa milioni e milioni di bambini muoiono di sete, di fame , per i vaccini che non hanno, perchè cadono sulle mine, perchè lavorano in età e luoghi impossibili. Ma noi del ricco occidente che facciamo? Diamo solo i soldi. E per dare una mano a chi sta già qui? Siamo interdetti.

Vorrei tanto cambiare .....tante cose


E questa è la poesia

I feel my soul within me begin a flight.
It travels up the spires tall,
Man made, of which one day will fall.
Up, and up, and up some more,
Then ponders deep for what's in store.
Seeing streets, and towns, and cities grand,
One day be gone, they will in this land.
Rid the world one day will be,
The filth that covers it from sea to sea.
Trash, concrete, plastic cups,
Are good in their own right,
But when is enough, enough?
Father time will rid all bad,
For beautiful is natures pad.
Look past the streets and grime,
To the Earth beneath, yes, hear the chime.
The ping of clarity, the wavelength of peace,
This Earth is one that in time will be this.
A haven of quiet, not loud, mean noise,
A rest for the working, a scene so poised.
But what brought on this revelation?
What triggered this outpouring of Eden?
Ah yes! Look up, and see God's good works,
See the planets, galaxies, and stars from the Earth.
All cannot be removed in any short order,
For the distance is a seperator, yes, a border.
As atomic fusion lights the sky,
We're warmed in the day,
Dazzled in the night.
What are mere humans to this theater grand,
Who just look up and take in all their eyes can.
To see this beauty, and understand about time,
Is an impossible feat for our mere earthling minds.
Fixed in our mind, etermity is,
But understand it truly we cannot, try to if you can.
These heavenly bodies are truly amazing,
For their value of time is something altogether razzing.
For a lifetime of 80 years, multiply that by a billion,
Then throw in a million or two, to this crazy equation.
That's just a childhood, to these aewsome things grand,
For even after death, there's a lingering sound.
A band playing into the night, telling of who was here,
Yes, a black hole, a pulsar, or a neutron star.
These tell of a star long gone,
And say, "we're all that's left, rejoice at this dawn."
For these things are what is after the stars fiery death,
A new beginning, a dawn so to speak, as time they enmesh.
Time pities no one, nothing or any,
Truly impartial to all creation's beings.
So the next time you look into the heavens above,
Think not just of beauty, or love for it of.
Think of time, power, glory, and awe,
And praise the one on high, who created it all.
Charles Abshire



Guardo le luci celesti e
sento che la mia anima comincia a volare.
Vola su alte spirali e vede

la creazione dell'uomo
dalla quale un giorno precipiterà.
Su, su, e ancora più su,
vede ogni cosa:
strade e città… grandi città.
Un giorno dopo l'altro se ne va

ma verrà un giorno in cui il mondo sarà libero,
libero dalla sporcizia che lo ricopre da mare a mare.
Troppa sporcizia! Ma quando è troppa?
Quando i tempi saranno benevoli,

quando i tempi saranno maturi ci libereremo
dalla troppa sporcizia.
Solo allora sentiremo risuonare la Verità,
l’onda lunga della pace
In quel giorno la Terra sarà
un porto di quiete,

i rumori dolci.
Un luogo equilibrato dove lavorare,

dove conoscere, dove vivere.
Perchè questa rivelazione?
Chi mi ha mostrato l’Eden?
Il cielo.

Guardalo! Guarda la creazione di Dio:
i pianeti, le galassie, e le stelle.
Nessuno può cambiare il loro ordinamento perfetto,

nessuno può toglierli dal loro posto,
la distanza è il loro confine.
Da bellissime luci di fusione atomica,
Noi siamo scaldati di giorno,
abbagliati di notte.
Ma cosa ci facciamo dentro questo grande teatro?

Cosa resta nei nostri occhi di questa bellezza infinita e
dell’infinito tempo da cui esiste?
L’eternità non trova asilo nella nostra mente.
Prova con questa matta equazione:
prendi una vita di 80 anni, la moltiplichi per un miliardo
poi per un fattore esponenziale di un milione o due.
E siamo solo all’infanzia.
Ma anche dopo la morte c’è un suono lungo.

Un nastro che gira nella notte a raccontare di chi era qui.
Sì, come un buco nero che racconta la storia di una stella.

"Noi siamo andate via, siate felici della vostra alba."
Ma dopo la morte c’è un nuova nascita,
una nuova alba, un nuovo inizio.
Inizio, alba sono parole che usiamo per rendere compatibile il tempo,

ma il tempo non compatisce nessuno, nulla o alcuno,
è davvero imparziale con tutti.
Quindi la prossimo volta che guarderai nei cieli,

non pensare solo alla bellezza.
Pensa al tempo, al suo potere, alla sua gloria,

e con timore loda Chi è al di sopra del tempo stesso e lo ha creato.

Charles Abshire

04 luglio 2006

CHI SIAMO, COSA VOGLIAMO, DOVE ANDIAMO...SOPRATUTTO CON CHI....... NOI GIORNALISTE DEL COORDINAMENTO RAI


di Grazia Gaspari
Lunedi il ministro Gentiloni ha inaugurato lo stile BBC e in vista del rinnovo del contratto Rai sta incontrando le parti sociali per ascoltare i loro pareri sul servizio pubblico. La prossima settimana sarà a disposizione anche un forum via Internet, sul sito del ministero, aperto a tutti.
Ieri il ministro ha incontrato tra gli altri l'Usigrai e la Commissione pari opportunità della Rai. Riporto dal recoconto del sito del ministero:

"Infine, la mattinata di consultazioni, si e' chiusa con la commissione Pari Opportunita' della Rai che ha chiesto di inserire nel contratto di servizio un'indicazione precisa su questo tema. Lo stesso ministro Gentiloni ha spiegato di essere stato gia' contattato dal ministro per le Pari Opportunita' che deve incontrare il presidente Petruccioli 'e gli segnalava - ha aggiunto Gentiloni - la necessita' di introdurre l'argomento nel contratto di servizio. Si tratta di una questione che affrontero' con il vertice Rai che ha al momento il problema di cancellare una certa immagine che e' venuta alla ribalta in questi giorni. E' meglio quindi se nel contratto di servizio ci sia un riferimento anche a questo".

Siccome, prima le notizie poi i fatti, sempre ieri sono stata....apostrofata con veemenza dalla mia collega del Cdr che mi ha detto che c'era stata la Paritetica Rosa, che il TG1 aveva presentato 15 casi, che Rainews non era stata informata, che le azioni che i colleghi vogliono intraprendere devono passare per il Cdr, ecc. ecc. ecc. Insomma che il coordinamento delle giornaliste deve .....anche qui mi è difficile trovare un termine non polemico.....diciamo...... "riferire" innanzitutto al Cdr.

Allora, care colleghe, é venuto il momento di affrontare il problema rapporti e democrazia.
Abbiamo sempre detto che noi, in quanto Coordinamento, (non come singole persone che possono essere più o meno impegnate in Usigrai) non siamo il sindacato, ma lavoriamo con il sindacato. Un tale rapporto comporta di conseguenza: autonomia, stima, lealtà, comunicazione, ecc. ecc.

Purtroppo devo constatare che ognuno va per la sua strada....incomunicabili....come i binari. Secondo me, un comportamento dirigistico che dice "io sono io"....e..... "o mangi questa minestra o salti dalla finestra" ...è sbagliato...... non serve a nessuno, se non a dividere. Questo non significa il "pappa e ciccia", ognuno svolga il proprio ruolo o quello che più desidera nel rispetto reciproco. Ma la comunicazione è il minimo e dispensabile elemento di qualsiasi rapporto intimo o di buon vicinato ahahahah Così da evitare quanto meno spiacevoli dicerie come nel caso del mio Cdr.....

Insomma, per farla breve, dobbiamo al più presto affrontare il problema "democrazia", "autonomia", chi siamo, dove andiamo e con chi......Non è un aspetto secondario!!! Dobbiamo poi decidere che fare col ministro Gentiloni. Secondo me dovremmo farci ricevere ....perchè è anche nostro compito - come alcune colleghe sostengono - intervenire nel merito di quale informazione? Non a caso abbiamo da sempre sostenuto che le donne, là dove ci sono....e se ci fossero.... rappresenterebbero il valore aggiunto dell'informazione.

Siamo a luglio, sono cominciate le ferie......ma noi abbiamo ugualmente il dovere di affrontare questi argomenti. PERSONALMENTE, FORSE PERCHE' SONO UNA VETERO-FEMMINISTA, AMO COMBATTERE BATTAGLIE COLLETTIVE IN NOME DI UN'IDEA NON DI UN TORNACONTO PERSONALE........ANCHE SE E' VERO CHE OGNI BATTAGLIA.....ANCHE LA PIU' IDEALE SOTTENDE SEMPRE UN TORNACONTO PERSONALE.....COMBATTERE AD ESEMPIO COME TANTI EROI DEI NOSTRI TEMPI, DA KING A GANDHI, A BORSELLINO, ECC. PER LA LIBERTA'....SIGNIFICA LOTTARE PER UN LUOGO E UN TEMPO MIGLIORI IN CUI VIVERE ANCHE SOGGETTIVAMENTE.

PARLIAMONE DUNQUE....CI FA BENE E FA BENE!!!

23 giugno 2006

REGOLE REGOLE REGOLE




di Viviana Valente della sede RAI di Trieste
Regole, regole, regole!!!! Come uscire dal pantano in cui alcuni, pochi ma ben visibili, lavoratori della Rai, stanno trascinando l'immagine della nostra azienda?
Regole, regole, regole. Parlarne noi, impegnarci perchè finalmente si imponga un sistema di valori veri, condivisi, perchè le scelte, anche quelle relative alle progressioni di carriera siano semplici, cioè determinate da criteri professionali, cioè qualitativi, è un imperativo.
E una campagna seria, che coinvolga il sindacato e i vertici aziendali, può e forse deve partire da noi, le giornaliste e le donne che lavorano in Rai. Fare una battaglia sulle regole è funzionale alla mobilitazione delle donne. La battaglia per le quote rosa è in fondo una battaglia per le regole, per veder riconosciuti valori sottovalutati e diritti negati.
Valori, valori, valori!!! Sono proprio le donne, umiliate ancora una volta dalle cronache di questi giorni, a dover entrare in gioco, adesso. Perchè, e noi lo sappiamo, è anche con il nostro lavoro, spesso oscuro e quasi sempre sottovalutato, che questa azienda continua a funzionare e a produrre, anche, programmi e servizi buoni.
Facciamo partire una battaglia per e sulle regole!!! Facciamo ripartire la battaglia mai vinta per e sulla qualità del servizio pubblico. Avremo con noi tutta la parte sana dell'azienda.